Gazzetta di Modena

franco guerzoni 

Mostra in piazza Duomo a Milano sfumata dopo sei mesi di lavoro

m.f.
Mostra in piazza Duomo a Milano sfumata dopo sei mesi di lavoro

Era tutto pronto per la vernice nella prestigiosa sede del Museo del Novecento «Per mè è stato un duro colpo Ora spero in settembre»

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Franco Guerzoni dovrebbe inaugurare la mostra personale “L’immagine sottratta”, il 2 aprile, al Museo del ‘900 a Milano, in piazza Duomo, ma ci ha rinunciato. «Ho chiamato – rivela l’artista – la direttrice del museo per disdirla. E in questa settimana avrei dovuto stampare il catalogo. Una mostra difficilissima, ci ho lavorato sei mesi, intensamente. Non si sa quando la faremo. Forse a settembre. Ho trascorso una settimana terribile. C’è voluto tempo per riprendermi dal punto di vista psicologico. In questo periodo non ho cambiato abitudini: vado nell’atelier che è a due passi da casa, dove guardo le opere che avrei dovuto esporre a Milano, e mi sembrano tristi anche loro. Mi danno pure un po’ di malinconia. Ma cerco di fare sempre meglio. Credo che non abbiamo altre alternative che cercare di svolgere nel migliore dei modi il nostro lavoro». La lettura lo appassiona molto. L’artista modenese ha molti amici in tante città, soprattutto a Milano, Roma e altre località che vivono la stessa situazione. Con loro è in continuo collegamento telefonico. «Credo – continua Guerzoni - che anche in tempi feroci del passato (guerre, pestilenze) non si è mai smesso di lavorare. Soprattutto gli artisti che danno immagine ai pensieri, ai sogni. Le fantasie sono sempre vive. Gli artisti hanno saputo segnalare la loro presenza con il lavoro. Questo momento difficile dovrebbe favorire meno asperità, contrasti, farci sentire tutti come fragili esseri umani. L’eroe è oggi la figura del soccorritore, del medico. Mi do la regola di specializzare il mio lavoro. Non voglio andare in depressione. Ho recuperato fotografie, piccoli disegni come progetti per grandi opere poi non fatte, e li ho ripuliti, restaurati. Ciò mi ha tenuto stretto al lavoro, al pensiero. Mi sembra essere su una zattera. E’ un tempo che fa riflettere. Ma non bisogna arrendersi alla sconfitta». —

m.f.



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