Gazzetta di Modena

A casa con gli Este/ la luce della compassione sulla Deposizione del Cristo di Cima da Conegliano

Martina Bagnoli *
A casa con gli Este/ la luce della compassione sulla Deposizione del Cristo di Cima da Conegliano

È compassione ciò che illumina la tavola di Cima da Conegliano con la Deposizione del Cristo alla Galleria Estense di Modena.

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MODENA Compassione. È compassione ciò che illumina la tavola di Cima da Conegliano con la Deposizione del Cristo alla Galleria Estense di Modena.

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Una luce chiara che si fa largo tra le nuvole e rischiara un paesaggio roccioso silente. Le urla e la paura del giorno prima sono spente, ne rimane solo il ricordo nelle tre croci sullo sfondo.

Tutto tace, anche il batter d’ali di cherubini curiosi si è fermato e le creaturine celesti planano sulle loro nuvole guardando attenti la scena terrena che si svolge in basso. È questa una scena d’amore e di dolore.

Gesù è morto e il suo corpo senza vita giace davanti alla tomba sorretto dai suoi amici. Il più giovane Giovanni (in seguito sarà noto come l’Evangelista) gli tiene il capo quasi ad accarezzarlo con delicatezza; infatti il Cristo pare che dorma.

Morta invece è la madre, atterrita da un dolore insopportabile che le irrigidisce e sbianca le sembianze, le increspa le dita della mano destra, posata sul braccio del figlio. Maria Maddalena e Maria la madre di Giacomo piangono Maria la madre di Gesù.

In primo piano, due santi Francesco e Bernardino ci invitano a partecipare alla scena, ci chiamano ad essere testimoni del dolore, a compatire la madre per la perdita del figlio, ma anche il figlio per la perdita della madre. Uniti da un simmetria compositiva speculare, madre e figlio sono compartecipi del proprio destino e quindi anche della redenzione.

Si dice che il committente di questa tavola, Alberto Pio da Carpi, tenesse molto al dipinto che commissionò per la cappella di famiglia ma che tenne sempre con sé. I critici hanno riconosciuto nel volto di San Giovanni Evangelista un ritratto di Alberto e in quello di Maria della madre, ovvero della sua cera mortuaria.

Un’ immagine personale che trasmette un forte desiderio di lenire il dolore altrui. Desiderio forte in questi giorni bui. —



Martina Bagnoli

*direttrice

delle Gallerie Estensi

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