Una lapide ricorda in piazza chi perse la vita quel giorno
Questa mattina il ricordo alla presenza del sindaco e di pochi partecipanti nel rispetto del decreto del Governo sul Coronavirus
A cento anni di distanza dalla strage del 7 aprile 1920 oggi alle ore 9 il Comune ricorderà le vittime dell’eccidio. All’iniziativa, organizzata ai piedi dello scalone del Municipio, dove nel 2016 venne posata una targa commemorativa, parteciperanno il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il Presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi e alcuni discendenti degli uccisi. La commemorazione, organizzata nel rispetto delle misure di sicurezza sull’emergenza sanitaria, prevede la deposizione di una corona di fiori. La ricerca di Montella ha permesso di scoprire qualcosa di più sulle vittime dell’eccidio: il primo a morire quel mercoledì in piazza Grande a quanto risulta fu Evaristo Rastelli, colpito alla testa e deceduto quasi subito. Il secondo è stato Ferdinando Gatti. Aveva il femore destro spappolato. È morto mentre lo portavano in ospedale. Antonio Amici e Linda Levoni resistono una sola notte. Linda aveva il torace trapassato da un proiettile. Hanno provato a operarla, ma non c’è stato niente da fare. Tra i 22 feriti la più grave è Stella Zanetti, colpita alla spina dorsale. Morirà il 3 ottobre. Non si sa se Evaristo, Ferdinando, Antonio, Linda e Stella si conoscessero. Linda ed Evaristo abitavano a pochi metri di distanza, in via San Paolo, in centro. Linda aveva 17 anni e viveva con sei fratelli. Lavorava alla fabbrica di scarpe e indumenti militari di Saliceta San Giuliano, insieme alla mamma. Evaristo, 35 anni, era invece sposato con Giuditta e aveva dei figli. Faceva l’ambulante e il facchino. Ferdinando, 49 anni, era un contadino e viveva in strada Morane. Era sposato con Albertina e aveva cinque figli. Antonio, 31 anni, era di Prignano. Era sposato con Zaira e aveva quattro bambini. Faceva il bovaro in una stalla di Albareto, in località Ponte Basso. Stella, 37 anni, abitava infine sulla via Giardini. Era sposata con Gaetano Cuoghi e aveva sei figli. Lavorava in campagna. —
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