Fondazione San Carlo: ai tempi del virus la cultura arriva a casa in streaming
Tutte le iniziative dal 2003 a oggi in video disponibili sul sito del collegio Cosa si trova nell’Archivio conferenze: da letture per scuole a incontri specialistici
Per la Fondazione Collegio San Carlo la trasmissione della cultura non si arresta mai, anche in tempi di Coronavirus. Sono le nuove tecnologie digitali a permettere la circolazione dei saperi. «Non è una novità. Le pratichiamo – dice Carlo Altini, direttore della Fondazione – dal 2010, per la diffusione in diretta streaming dei cicli di conferenze del Centro Culturale e del Centro Studi Religiosi, e per la condivisione di materiali audio-video, foto e documenti sui canali digitali (YouTube, SoundCloud) e sui social network (Facebook, Instagram, Flickr). E’ stato costruito un archivio multimediale consultabile gratuitamente online sul proprio sito web, che comprende registrazioni audio e video, bibliografie, recensioni e proposte di approfondimento. Un patrimonio di documenti in una immensa biblioteca virtuale, con una straordinaria varietà di temi».
In dettaglio?
«Registrazioni audio e video di oltre 700 iniziative organizzate dalla Fondazione dal 2003 a oggi, tra cui conferenze, convegni, seminari, spettacoli teatrali, letture pubbliche, attività con le scuole superiori, la filosofia con i bambini, i corsi della Scuola di dottorato, video istituzionali. I contenuti sono accessibili sul sito della Fondazione (www.fondazionesancarlo.it), nella sezione Archivio conferenze, sul suo canale YouTube (www.youtube.com/user/fondazionesancarlo) e sul suo canale SoundCloud (https://soundcloud.com/user-820769060), sempre aggiornati e organizzati all’interno di percorsi tematici di approfondimento.
Tanti i temi, tra cui quello della globalizzazione.
«È un percorso di riflessione su un tema fondamentale affrontato con 26 video tra conferenze, interviste, spettacoli, incontri rivolti alla discussione critica delle diverse modalità con le quali si sono realizzate le diverse forme di globalizzazioni nella storia dell’umanità, compreso quella attuale. Il Covid -19 ci induce a credere come a livello cosmopolitico le unità nazionali debbano dialogare tra loro per trovare soluzioni a livello globale sull’ambiente, il clima, l’economia, il ripopolamento, le malattie. Innalzare muri è un’idea che appartiene al passato. La programmazione rientra anche nel progetto #laculturanonsiferma, promosso dall’Assessorato Cultura e Paesaggio e dall’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Region, che prevede la presentazione di contenuti prodotti dagli istituti culturali del territorio attraverso le piattaforme digitali Emilia Romagna Creativa e Lepida TV. Le conferenze del ciclo “globalizzazioni” saranno trasmesse anche su questi canali».
Come deve porsi il pubblico di fronte all’ingente materiale della Fondazione?
«Quelli che visitano il sito web della Fondazione sono invitati a prendere parte attiva alle iniziative per acquisire o affinare strumenti che possano rivelarsi utili per la comprensione del presente e dei suoi incessanti rivolgimenti. Facendo leva sulla continuità e sulla profondità di analisi, la Fondazione ha quindi costruito, sui suoi diversi canali presenti sul web, un luogo di confronto e di scambio, capace di coinvolgere pubblici distanti, interessati a costruirsi un bagaglio culturale complesso, reso possibile dall’organizzazione delle attività culturali della Fondazione in forma di corsi formativi, e non come semplici eventi».
In che misura viene impiegato internet?
«Le visualizzazioni dell’Archivio conferenze sul sito della Fondazione sono oltre 5.000 ogni mese. Gli utenti iscritti al canale YouTube, che seguono regolarmente la programmazione, sono oltre 3500. Gli spettatori delle dirette web delle singole conferenze sui vari canali sono mediamente oltre 150. Il patrimonio web comprende oltre 330 documenti audio e oltre 370 video fruibili in streaming. Per i video su YouTube le visualizzazioni sono state oltre 630 mila, per un totale di oltre 210 mila ore».
Il digitale ha un ruolo fondamentale?
«Certamente. Ma non si può fare didattica solo online. Ci sono cose in cui la presenza fisica non è sostituibile dalla digitalizzazione. Internet resta, in ogni caso, importante. Penso a quei paesi di provincia che non hanno istituzioni culturali». —
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