Gazzetta di Modena

I capolavori Ert di Pippo Delbono ritornano in scena online e in televisione

Andrea Marcheselli
I capolavori Ert di Pippo Delbono ritornano in scena online e in televisione

Le piattaforme social  dell’Emilia Romagna proporranno quattro spettacoli si parte questa sera con “Questo buio feroce”

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Questa volta è il turno di Pippo Delbono, artista quasi simbolo della presenza di Emilia Romagna Teatro Fondazione sulle scene internazionali. Toccherà infatti all’artista fra i più celebri e apprezzati all’estero quanto, se non addirittura più, che in Italia, riempire lo spazio offerto da “#laculturanonsiferma”, il cartellone creato da Ert per sopperire alle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria non volendosi arrendere nel continuare a proporre occasioni di spettacolo, cultura, riflessione. Da oggi a domenica infatti LepidaTv (canale 118 del digitale terrestre), il canale YouYube Lepida TV OnAir (https://www.youtube.com/user/lepidatv), il portale EmiliaRomagnaCreativa (www.emiliaromagnacreativa.it), la pagina Facebook “Cultura Emilia Romagna” e il canale 5118 di Sky trasmetteranno quattro spettacoli di Delbono che, attraverso l’arco di circa un decennio, raccontano la sua idea di teatro, costruito su una commistione poetica di immagini, scrittura originale, musica e danza. Sono “Questo buio feroce”, questa sera alle 21,15; “Dopo la battaglia”, domani, venerdì 17, alle 19,40; “Orchidee”, sabato 18, alle 20,25; “Vangelo”, domenica 19, alle 20,00. Tutti lavori che hanno fatto il giro del mondo riempiendo i teatri in lunghe tournée e che per l’occasione sarà possibile vedere, o rivedere, in versione integrale nel proprio salotto. Pippo Delbono rimane uno degli artisti teatrali italiani maggiormente presenti nei festival e sulle scene internazionali. La sua compagnia, nata nei primi anni Ottanta, è da un ventennio abbondante tra i fiori all’occhiello delle produzioni di Ert. Il suo ultimo spettacolo è stato “La gioia”, ma è previsto il debutto di una sua nuova creazione durante la prossima stagione. “Questo buio feroce”, trasmesso questa sera, è uno spettacolo del 2006 che si presenta come una stanza bianca, vuota, senza finestre, ove esseri umani sconosciuti tra loro riproducono giochi di adulti sadici, crudi, violenti, Gridano, piangono come bambini, fino alla catarsi, un’esplosione che diviene rivolta e nuovi fiori che spuntano rivelano il desiderio di scrivere d’amore. “Dopo la battaglia”, del 2011, è una composizione che spalanca le porte del nostro buio esistenziale, sfociando in flusso continuo, trapassandone lo spazio, trovando il ritmo proprio della danza e della musica, cercando nelle parole e nei versi l’accordo di emozioni e linguaggi, trasfigurando il dolore del presente nella fede nel futuro. “Orchidee” del 2013, invece nasce dal un grande vuoto che nell’artista ha lasciato la scomparsa della madre. Un madre che dopo i conflitti, le separazioni, Delbono aveva rincontrato per ridiventare amici. Lui, un po’ più grande, un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ bambina. E così il vuoto. Il sentirsi non più figlio di nessuno. Il vuoto dell’amore. “Vangelo”, del 2016,, è un estremo messaggio d’amore in un tempo che parrebbe averlo accantonato definitivamente.

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