Gazzetta di Modena

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L’idea del Nonantola film festival #Ioresto a casa e ci giro un film

Serena Fregni

Confermata l’edizione 2020 del concorso dedicato alla realizzazione di corti Gli aspiranti registi dovranno trasformare in set l’abitazione 

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«Sono arrivate 178 iscrizioni, per noi è record di iscritti». Elia Ansaloni, presidente del Nonantola Film Festival, è davvero molto soddisfatto di come sia partita questa edizione del concorso, nonostante la quarantena. Diventato famoso in tutta Italia e all’estero per l’originale gara “4 giorni corti”, un concorso che ha sempre avuto l’obbligo di girare un cortometraggio, in 4 giorni e con almeno una scena girata a Nonantola, quest’anno il festival cambia rotta e la regola principale diventa quella di essere girato in casa. Altra novità la durata del “making of”, 4 giorni + 2, per un totale di sei giornate di riprese. Vista l’emergenza Covid19, il festival ha deciso così di reinventare il concorso a favore di un’edizione “home” che permette agli aspiranti videomaker di partecipare lo stesso ma da casa. «Da un lato è un modo per essere presenti e dare la possibilità, a chi vuole, di partecipare e dall’altro si andrà a creare una testimonianza comune per contribuire, attraverso il cinema, a creare un clima di solidarietà». Elia Ansaloni parla di solidarietà perché quest’anno, vista l’emergenza Covid19, il premio di 1000 euro che ad ogni edizione viene assegnato al miglior corto, andrà tutto devoluto alla Protezione civile. «Vogliamo dare il nostro contributo anche noi per questa grave emergenza e quindi donare il premio è un modo per sentirci più vicini a chi ogni giorno è in prima linea». Girare un corto in casa comporta anche qualche cambiamento a livello tecnico e il videomaker Matteo Rughetti, vincitore insieme a Riccardo Cucco della scorsa (e altre) edizione del festival, ricorda come sia importante contestualizzare al meglio il contesto: «L’importante è cercare di organizzare bene la scena poi si fa di necessità virtù quindi anche la webcam del computer può diventare un vettore di immagini e racconto. Si può optare per un’inquadratura fissa, visto che si gira in casa e quindi la webcam del computer può essere la scelta migliore oppure un cavalletto con la fotocamera fissa in un punto e il protagonista che si muove tra le mura di casa». Trovare l’inquadratura e la luce ottimale e non dimenticarsi dell’audio che, secondo Matteo, girando in casa dovrebbe essere migliore rispetto alla presa diretta: «Di solito, quando si gira all’aperto, si tende ad avere problemi con l’audio che in presa diretta è sempre complicato a causa dei rumori esterni. Invece, girando in casa credo si potrà avere una riuscita migliore dal punto di vista acustico». I corti, che dovranno essere consegnati entro domani sera alle 24, saranno giudicati dalla giuria competente che vede la produttrice Giovanna Canè, il giornalista e critico cinematografico Fabrizio Grosoli, lo scrittore Nando Mainardi, l’attrice Monica Nappo e la regista Enza Negroni.

I migliori saranno pubblicati sul sito il 28 aprile 2020 alle ore 24. —

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