Gazzetta di Modena

l’episodio 

La Repubblica di Montefiorino ha un posto in primo piano

S.L.
La Repubblica di Montefiorino ha un posto in primo piano

Frassinoro, Prignano, Palagano, Polinago, Toano, Villa Minozzo  e Ligonchio erano uno “stato” Qui i partigiani tennero testa a nazifascisti per circa 2 mesi

2 MINUTI DI LETTURA





Nel libro ci sono vari accenni alla Repubblica di Montefiorino, centro dell’Appennino modenese nel quale si svolse il noto episodio legato alla Resistenza e ai partigiani. Come ricorda Ermenegildo Bugni la repubblica fu attiva dal 17 giugno al primo agosto 1944. Quella di Montefiorino, insieme alla Libera Repubblica del Corniolo” vicino Forlì, è stata una delle prime autonome che si crearono durante la seconda guerra mondiale ed era piuttosto vasta, circa 1200 chilometri quadrati della montagna modenese e reggiana, comprendente i comuni di Frassinoro, Prignano, Palagano, Polinago, Toano, Villa Minozzo e Ligonchio. Per inquadrare il clima durante il quale si formò questa repubblica autonoma occorre pensare che nel 1944 Mussolini era già caduto e l’Italia si era arresa agli Alleati. L’esercito era pressoché disperso e sulle montagne emiliane imperversavano reparti della Accademia militare di Modena senza ordini precisi. Disperdendosi, questi militari, lasciarono armi che vennero utilizzate dai partigiani - disertori per non dover entrare nella Repubblica Sociale Italiana fascista - per liberare i territori che poi composero questo territorio autonomo del quale hanno parlato vari libri. Al tempo nella repubblica appenninica si concentrarono molti partigiani, tra i quali il comandante Armando (Mario Ricci), riuniti per liberare a metà giugno la rocca di Montefiorino e l’area montana. Nei giorni seguenti ai capi partigiani si unì anche una sorta di comitato politico, unendo a questi partigiani di stampo comunista quelli di Fontanaluccia, dove comandava Ermanno Gorrieri di idee invece cattoliche. La repubblica durò poco perché i fascisti ben presto ripresero temporaneamente possesso della zona, ma l’ episodio viene considerato di grande importanza anche perché fu una “controffensiva” della strage di Monchio, Susano e Costrignano del marzo 1944, durante la quale fascisti e tedeschi uccisero 136 persone.

S.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google