«Oggi servono unità e saggezza per liberarci da questo virus»
Il presidente di Anpi Modena Lucio Ferrari «Ci sarà da ricostruire l’Italia come allora»
l’intervista
«Quella di oggi 22 aprile liberazione di Modena, è una data importante così come ovviamente il 25 aprile proprio alla luce di quel che sta accadendo quest’anno. - spiega Lucio Ferrari, presidente di Anpi Modena, ex assessore a Carpi e libero professionista - Il 25 aprile, nella sua edizione numero 75, ha dunque un significato in più Dobbiamo ritrovare unità e saggezza».
Ferrari, in carica da fine 2017, è il primo presidente non ex partigiano dell’associazione partigiana modenese: «Non avrei potuto - continua il presidente - ho 75 anni e mi sono iscritto all’Anpi nel 2006, quando è stata aperta l’iscrizione ai non resistenti perché occorreva iniziare a porsi il problema dell’età biologica. Per questo ho preso il posto dell’ultima presidente Anpi Modena, la partigiana Aude Pacchioni che segue la nostra attività e ci ha detto di voler fare la nonna».
In casa Anpi ci sono progetti importanti.
«Sì. La nostra ambizione è di rendere accessibile a tutti il nostro archivio Anpi perché negli anni non è stato fatto come si dovrebbe. Andrà online, anche a disposizione delle scuole nelle quali andiamo da molti anni: prima con gli ex partigiani e oggi con i costituzionalisti».
Avete testimonianze come quelle collegate al libro di Lerner e Gnocchi?
«Tenga presente che noi in archivio ne abbiamo tanti di partigiani videoregistrati, purtroppo molti sono nel frattempo scomparsi mentre Rai 3 manderà in onda le interviste a quelli viventi in giro per l’Italia. In provincia sono ancora viventi oltre 120 partigiani, tutti di età superiore ai 93 anni: una età complessa, alla luce anche della emergenza sanitaria. Finora abbiamo perso il partigiano Lino Lanzotti. Speriamo bene».
Come sarà il futuro per Anpi Modena ?
«Dobbiamo rinnovare, un passaggio da non rimandare perché ci servono i giovani. Comunque a Modena e provincia abbiamo 5mila iscritti e non credo che i partiti politici nel territorio abbiano numeri maggiori dei nostri. Abbiamo un’ampia rete di volontari per date una mano e andate nelle scuole».
Al di là del Coronavirus questo che momento è?
«Oggi, in tempi normali, avremmo parlato dei rigurgiti fascisti e del tentato revisionismo che viene avanti. Ma, appunto, è un 25 aprile particolare, con un nuovo significato: oggi come allora abbiamo bisogno di ritrovare unità, coraggio, saggezza per liberarci da questo male e dalle sue cause, ricostruendo l’Italia come fecero i partigiani dopo la guerra».
Lei vede un parallelo?
«Io sì, in ogni caso abbiamo bisogno di recuperare una nuova umanità e soprattutto prestare attenzione all’ambiente. Questo Coronavirus non viene per caso o per fatalità, ma perché nel mondo c’è meno rispetto per l’ambiente in cui viviamo. Siamo sulla stessa barca e dobbiamo salvarci insieme».
Il 25 festa per tutti?
«Purtroppo non tutti, ci sono comuni dove ci hanno detto che saremmo dovuti andare senza le bandiere. Altri sindaci non vanno ai cippi dei caduti, ma in generale a Modena e nel modenese l’impegno antifascista è ben forte. Non dimentichiamo i partigiani che erano animati da una forza profonda, dalla necessità di progresso, dalla ricerca della libertà per le loro famiglie e per tutti». —
S.L.
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