Gazzetta di Modena

la studiosa  

«Quei suoi effetti scenografici imitati in tante ville modenesi»

«Quei suoi effetti scenografici imitati in tante ville modenesi»

Graziella Martinelli Braglia: «Vigarani diede all’edificio un’impronta quasi teatrale Affreschi e decorazIoni li conosciamo solo dalle foto»  

2 MINUTI DI LETTURA





«Se osserviamo tante ville storiche intorno a Modena troviamo che hanno una forte somiglianza con la Pentetorri. Quell’edificio pensato per deliziare i duchi d’Este era infatti stato ideato dall’architetto Vigarani in modo particolare: più si sale con lo sguardo e più si accorcia l’altezza dei piani. E stato progettato apposta per creare un effetto visivo di rimpicciolimento verso l’alto. Ritroviamo questo schema in altre ville fatte in seguito. È un vero e proprio effetto scenografico: Vigarani era un maestro in questo campo».

Graziella Martinelli Braglia, Lei ha studiato a lungo la Pentetorri. Era possibile recuperarla dopo i danni del bombardamento del 1944?

«Non credo ma non è neanche chiaro. Dalle fotografie si nota che era rimasto solo il piano terra. Tutto il resto era distrutto. Comprese le decorazioni nelle volte, la parte più preziosa. Per fortuna ci restano le fotografie di Orlandini scattate ala fine dell’800 su commissione del proprietario, l’armatore Elio Rainusso, e quelle di Benvenuto Bandieri, prima e dopo il bombardamento, oggi conservate nella Collezione Tonini presso la Biblioteca Civica Poletti».

Le fotografie di Orlandini sono tutto ciò che documenta le pitture del Boulanger.

«Sì, erano cicli pittorici decorati dal lorense, dai suoi allievi e dai fratelli Cittadini, allievi di Guido Reni. Queste opere servivano a rendere ancor più preziosa la villa che il duca Francesco I fece costruire per sé e il figlio Alfonso IV».

Si può definire un capolavoro del barocco modenese?

«Certo. Il progetto del Vigarani rientrava in un filone di gusto dell’epoca (siamo a metà ‘600, ndr) che come altri edifici simili rientrano in uno stile barocco modenese. Oppure possiamo chiamarlo, come lo definiva la mia maestra Anna Maria Matteucci, “classicismo scenografico”: Vigarani inseriva elementi classici in un contesto teatrale. Bisogna pensare che era anche autore del perduto Gran Teatro Ducale in Piazza Grande». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google