Souto Moura, l’archistar dalla cultura curiosa
il volume a cura di Dal Co e Nuno Graça Moura
Un riferimento assoluto della scena culturale internazionale, vera e propria icona dell’architettura contemporanea: Souto Moura, premiato con il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, il Pritzker Prize, la Medaglia Heinrich Tessenow, tra le sue realizzazioni ricordiamo in particolare la Cappella in pietra per il Padiglione Vaticano, la Centrale idroelettrica Foz Tua, il Centro culturale Miguel Torga a Sabrosa, la Casa das historias Paula Rego a Cascais, lo Stadio di Braga e la Casa del cinema Manoel de Oliveira a Porto. In vetrina il volume, pubblicato da Electaarchitettura, dal titolo “Souto Moura. Ricordi, Opere, Progetti” curato da Francesco Dal Co e Nuno Graça Moura, con scritti di Jorge Figueira, Giovanni Leoni, Carlos Machado, Rafael Moneo, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura. “Le costruzioni di Souto de Moura tendono - si legge nella presentazione dell’opera - al rigore ma non alla severità; gli allettamenti delle mode sono loro estranei e lo stesso vale per il frivolo; all’origine del suo lavoro vi è una cultura curiosa. Come gli architetti davvero colti anche del passato, lavora nella consapevolezza che l’architettura, come ogni téchne, può arrogarsi il compito di intervenire nella realtà della vita, di trasformare il nostro mondo e quello che il tempo ci ha consegnato, solo se il primo scopo che persegue è conoscere i suoi limiti costitutivi”. —
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