Gazzetta di Modena

AcFactory e la fotografia La passione per l’obiettivo vince anche la quarantena

MICHELE FUOCO

Non c’è mai stato lockdown per la scuola di via Nicoli in arrivo un libro, un video e una mostra itinerante 

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la mostra

MICHELE FUOCO

All’AC Factory, scuola di fotografia modenese, non sono stati con le mani in mano, durante la pandemia, pur avendo dovuto chiudere il 1° marzo la sede di via Francesco Nicoli 31. Ben 88 le mani operanti, tra soci, tutor e studenti, per realizzare un progetto fotografico comune che diventerà un libro, un video e una mostra itinerante. La cura è affidata agli ideatori Paolo e Andrea Gualdi, ma anche ai partecipanti di Modena, Bologna, Reggio Emilia, Ferrara e Mantova. E la mostra sarà inaugurata, in settembre, a Modena. Sono previste anteprime nei mesi di luglio e agosto. In programma, poi, esposizioni nelle città citate.

Intanto una selezione delle immagini è consultabile sulle pagine Facebook e Instagram di AC Factory. Naturalmente ogni partecipante ha proposto le immagini più rappresentative del proprio percorso fotografico durante la quarantena. Paolo e Andrea raccontano come, agli inizi ci sia stato un grande smarrimento. «Poi si è cominciato a comprendere che la fotografia e il fotografare insieme potevano essere strumenti da affrontare in quarantena. Così è nata l’idea di #fotostiamoincasa, con il nostro coordinamento. Aperto a tutti coloro che volevano liberamente partecipare, soci e non, esperti e non, il progetto ha coinvolto 44 fotografi di diverse città a cui è stato chiesto di realizzare uno scatto al giorno, restando in casa. Sono state, così, raccolte più di 800 fotografie, articolate in 54 progetti a tema e pubblicate sulle pagine Facebook e Instagram di Ac_factory». I partecipanti si sono ritrovati, ogni mercoledì sera e domenica pomeriggio, per 23 dirette della durata di un’ora sulle piattaforme di Facebook e Instagram, dove si raccontavano le varie esperienze, durante l’isolamento. Durane gli incontri, condotti da Paolo Gualdi, si mostravano le foto raccolte in settimana, con momenti di riflessione sulle tecniche fotografiche, sul lavoro di noti fotografi. «Durante la quarantena – rivela il direttore Paolo Gualdi – le emozioni , che tutti abbiamo provato, sono state difficili da sostenere. Fotografare in casa ha avviato un percorso di conoscenza della relazione con sé e con gli altri. Condividere le fotografie durante le dirette ha permesso di confrontarsi sui significati profondi di questo periodo di isolamento e solitudine, di immobilità e limitazione delle più semplici libertà».

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