Gazzetta di Modena

il personaggio - fabio stancari 

«Le parole sono come i colori e i miei dipinti sono le poesie»

Ombretta Guerri

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Si chiama Fabio Stancari e scrive poesie da qualche anno; il suo percorso è cominciato nel 2014 (è nato a Modena nel 1965, ora vive a Ravarino) ed ha pubblicato diverse raccolte. Fabio ha avuto una vita difficile, ha lottato a lungo contro la depressione. Sa scrivere parole belle e profonde, la poesia è diventata lo strumento per realizzare la sua libertà.

Come e quando è nata la sua passione per la poesia?

«Non sapevo neppure di scrivere poesie, facevo quello che mi veniva, in modo molto spontaneo solo dopo aver pubblicato il mio primo libro mi hanno detto che si trattava di una silloge poetica, io davvero non sapevo perché avevo scritto in quel modo, non mi rendevo conto di essere un poeta».

Cosa rappresentano le parole per lei?

«Le parole per me sono la traduzione del pensiero, sono come una mano con cui io dipingo le poesie, come per un quadro».

Non sempre però le poesie arrivano al grande pubblico. Cosa non capiscono le persone della poesia?

«Che è uno strumento fortissimo, io scrivendo ho scoperto una cosa importante: scrivere ti da una potenza incredibile, esprimi tutto quello che non riesci ad esprimere parlando».

Lei si definisce 'Giocoliere delle parole', mi spiega questa definizione?

«Questa definizione è stata inserita quasi per gioco, per puro caso, in una poesia del mio primo libro ‘Percorsi di vita’. La frase esatta era ‘scusate le parole sono il mio mestiere anche se delle parole sono solamente un giocoliere’. Era un modo di dire che poi ho abbandonato, non ho fatto studi specifici per scrivere, non voglio darmi troppe arie».

Qual è la relazione tra vita e poesia?

«Diventi un poeta se riesci ad attingere dalla follia, come quando sei innamorato, si dice infatti ‘ti amo da matti’ oppure ‘ti amo alla follia’ oppure un altro momento in cui ci si avvicina alla follia è mentre dormi e sogni, non c’è razionalità, non ci sono leggi ed entri in una dimensione senza spazio e tempo. La poesia da questo punto di vista è quindi legata alla dimensione dell’irrazionalità».

Quali sono i temi più ricorrenti nelle sue poesie ?

«Nelle mie poesie si trovano diversi temi: il principale è la depressione contro cui ho combattuto per tanti anni poi c’è quello della religiosità, che rappresenta qualcosa che ha caratterizzato e che caratterizza la mia vita. Questo aspetto si ritrova già molto nel mio primo volume ‘Percorsi di vita’. In particolare mi viene in mente la poesia dal titolo ‘La Grazia’ che racconta del mio incontro con la Madonna e che si conclude con le parole ‘poi la Madonna è venuta verso me, sempre più vicino fino ad attraversarmi completamente.. Da quel giorno la mia vita è cambiata radicalmente lo shalòm è entrato in me per non andarsene mai più». —

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