Gazzetta di Modena

Quando la peste falciava le vite e intanto si andava in processione

Le annotazioni del cronista Spaccini sul morbo del 1630 tra conta dei morti e assembramenti religiosi

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Autore di una importante cronaca che va dal 1588 al 1636, Giovanni Battista Spaccini è stato uno straordinario narratore della vita modenese dei suoi tempi, anche se le sue Cronache ebbero notorietà dopo la morte. Nato a Modena nel 1570 da famiglia milanese, si scoprì cronista a 25 anni leggendo le cronache di Iacopino e Tommasino Lancellotti iniziando a imitarli. Con gli anni compilò una cronaca in proprio, con uno stile sue altamente riconoscibile, che racconta gli eventi salienti della città e del ducato. Il suo mestiere però, restò quello di insegnante di disegno e calligrafo alla corte estense (inizialmente venne incaricato di custodire gioielli e abiti di Isabella d’Este). In vecchiaia, per volere di Francesco I, venne in parte estromesso dalla corte. Morì nel 1636. Fu sepolto con saio da frate cappuccino e con un crocifisso in mano.

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