Gazzetta di Modena

OGGI E DOMANI 

Festa della Musica, si torna sul palco Artisti emozionati: «Un nuovo inizio»

Stefano Luppi
Festa della Musica, si torna sul palco Artisti emozionati: «Un nuovo inizio»

Di nuovo al lavoro dopo mesi di lockdown: «Abbiamo preso una bella botta: è ora di rialzarsi»

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MODENA

C’è chi è molto emozionata, quasi fosse un nuovo debutto e c’è chi invece non vede l’ora di imbracciare strumento e microfono, rientrando così nella normalità del proprio mestiere. Che è quello di fare musica, dal vivo, davanti al pubblico, pure ai tempi della post pandemia.

La Festa europea della musica - oggi e domani con 10 concerti anche replicati nei principali cortili del centro storico dove sono aperti anche i ristoranti - rimette al centro della scena i musicisti, i protagonisti che nei mesi di sospensione della normalità causa covid-19 non se la sono passata benissimo. «Ripartiamo dopo quasi quattro mesi - dice il polistrumentista Enrico Gabrielli, atteso domani sera alle 21.45 al Supercinema Estivo con il gran finale di Soundtracks sonorizzazioni dal vivo - e sarà come riprendere dopo avere messo il tasto pausa sul lettore cd. Il lungo stop sarà anche stato importante per le riflessioni personali, ma credo inutile per il percorso musicale. Online abbiamo fatto in genere cose poco interessanti, senza buoni risultati. Io riprendiamo, ma certo il comparto delle arti performative ha preso una bella botta».

Il 31enne percussionista modenese Riccardo La Foresta (stasera alle 21,30 cortile di Palazzo dei Musei con le melodie ancestrali di “Drummophone”) spiega che «questo è il mio primo appuntamento dopo mesi, l’ultimo concerto che ho tenuto è stato a febbraio a Pistoia presso il centro Nub di musica sperimentale. Durante il lockdown ho rimesso in ordine l’archivio, ma poi ho tirato il freno e ho anche dovuto fare altri lavori, fuori dal campo musicale perché io fino a dicembre non ho altri concerti. Questa di Modena è ora una grande occasione anche se siamo in una fase intermedia».

La modenese Valeria Fangareggi dice che sarà emozionata stasera alle 21 a Palazzo Santa Margherita per “OoopopoiooO" con Vincenzo Vasi: «La vivo con emozione, molto di più di quanto pensassi anche se non avevo dubbi saremmo tornati sul palco. Alcune regole purtroppo ce le porteremo dietro a lungo e l’incognita del pubblico distanziato un po’ mi spaventa perché i nostri sono eventi con funzione culturale divulgativa e il feed back di chi guarda e ascolta è importante. Nei mesi scorsi abbiamo ragionato sulle residenze artistiche e ora torniamo dal vivo». Mauro Bompani non suona, gestisce una associazione di musicisti come la “Gioventù Musicale” (doppio appuntamento a San Chiara di via De' Correggi con Michaela Bilikova e Davide Burani su musiche di Krumpholtz, Thomas, Caramiello, Ciaikovskij, Verdi, Kreisler, alle 20,30 e alle 22) ed esprime un rammarico: «Ripartiamo con fiducia, il programma della Festa è buono, ma forse si poteva spalmarlo su tre sere per avere meno sovrapposizioni dopo questi mesi di nulla. Lo dico perché per i musicisti è un po’ come per i calciatori: un conto è allenarsi da soli a casa un altro giocare, fare i concerti. La ripresa è molto dura, le norme sono stringenti: un quartetto d’archi deve stare distanziato e la gente in platea è poca, con la mascherina, ciò è spaesante».

Organizza concerti anche Enrico Bellei, con il Festival Grandezze & Meraviglie (appuntamento stasera alle 21 al chiostro dell'Abbazia San Pietro con “Divertimenti”): «Questa sera noi non avremo problemi perché va in scena un solo musicista, Giovanni Paganelli al clavicembalo, con il quale introduciamo le celebrazioni per i 350 anni dalla nascita del grande musicista modenese Giovanni Bononcini. Certo però il nostro settore vive sul filo di lana perché la musica dal vivo prevede interazioni tra musicisti in presenza di pubblico. Ma siamo speranzosi per il futuro anche se i musicisti sono smarriti, hanno perso molto lavoro e tutto è indefinito per la programmazione. È un po’ come camminare su una sottile lastra di ghiaccio». —



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