Innesto: «Se una cosa è fatta come si deve resta sempre attuale»
Il sassofonista ricorda: «La mia “fotografia”? Le nostre facce davanti a tutta quella gente»
Andrea Innesto, che se sei un fan di Vasco chiami per forza “Cucchia”, è al mare con la famiglia. Clima diverso rispetto a tre anni fa. Il sassofonista, già in campo con la mitica Steve Rogers Band di Massimo Riva, conferma: «Direi leggermente diverso - scherza - diciamo che c’era un certo fermento. A poche ore da un appuntamento storico e dopo un duro lavoro in sala prove. Le motivazioni erano davvero forti, particolari. Lo dico avendo vissuto diverse esperienze sul palco». Quello di Modena Park però… «Inevitabilmente diverso dagli altri. Le mie “fotografie” della serata riguardano soprattutto l’inizio: i miei colleghi che entrano in scena, le loro facce. Poi questa marea sterminata, le teste di queste persone che si perdevano verso la fine del parco Ferrari. Mai vista una roba del genere». E non a caso la Rai ha deciso di riproporre il concerto, lo ha fatto a tre anni di distanza. Una serata, quella di oggi, tra l’altro accompagnata da una grande eco mediatica: «Quando una cosa è fatta bene è sempre attuale. Dalla musica degli anni ’40 fino al Modena Park che ha celebrato i 40anni di Vasco, il più grande cantate italiano. Lo guarderò. Forse non l’ho mai visto o forse mi è capitato solo in un’altra occasione. Diciamo che mi piace sempre pensare avanti. Una serata del genere, un ricordo del genere, è però imperdibile. Quindi sono pronto per attrezzarmi anche dal mare con tv dell’Hotel o tablet». La notte di “mamma Rai” potrebbe essere utile anche per sensibilizzare l’opinione pubblica. Per ricordare alla gente che i lavoratori dello spettacolo sono fermi: «Credo che ad attirare l’attenzione sarà in particolare il grande show, lo capisco. È inevitabile. Bisognerebbe fare uno speciale solamente dedicato al nostro mestiere. Anzi, sarebbe bello partire dal mondo delle scuole. Insegnare la musica non scordandosi mai del “cuore”. Utile per suonare meglio e per rendersi conto di quello che c’è attorno o magari dietro. Perché noi andiamo sul palco, ma al lavoro c’è davvero tanta gente. A proposito dei media. Mi piacerebbe che pure loro parlassero meno di gossip e più di altre situazioni. Sempre quelle di “cuore”, le più importanti». —
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