Gazzetta di Modena

Festival filosofia 2020

Cacciari: «Da questo Festival Filosofia mi aspetto indicazioni su come ricostruire dopo questo dramma»

s.l
Cacciari: «Da questo Festival Filosofia mi aspetto indicazioni su come ricostruire dopo questo dramma»

Il professore Cacciari alla prima da membro del comitato scientifico ha illustrato gli spunti di riflessione e ricordato anche Remo Bodei 

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MODENA «Quest’anno l’invito del festivalfilosofia è di ragionare sul mondo al tempo del Covid utilizzando il pensiero. La filosofia, del resto, c’era al tempo della cicuta e delle varie pesti, così come del resto noi esseri umani. Quest’anno ragioneremo dedicando la manifestazione a Remo Bodei, così come l’anno scorso l’abbiamo dedicata a Tullio Gregory».

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Il professor Massimo Cacciari, insegnante di “Pensare filosofico e metafisica” all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano ieri era a Modena per la presentazione dell’edizione numero venti della manifestazione.

L’occasione è anche servita per presentarlo, insieme all’altra new entry la prof Barbara Carnevali, quale nuovo membro del comitato scientifico al fianco di Michelina Borsari e di Marc Augè.

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Cacciari ha esordito fornendo il suo modo di intendere il festival nel contesto in cui viviamo. «Visti i tempi bisognerebbe ‘prenderla con filosofia’ che non significa prenderla passivamente e obbedire supini, ma prenderla appunto utilizzando il pensiero. Occorre perciò ragionare sulla situazione attuale, sulla sua drammaticità e sui programmi che serviranno a ricostruire nei prossimi mesi. Il festival è dunque un grande invito, ancora una volta alla riflessione».

Ma quale lettura dare a questa fase storica dell’umanità? «Che il mondo abbia visto una forma di progresso molto forte - ha spiegato ieri - è indubitabile, visto che all’epoca delle grandi pestilenze l’età media in Europa era di una trentina d’anni. Negli ultimi secoli la crescita scientifica è stata formidabile, ora occorre vedere se a ciò corrisponde un identico progresso per quanto riguarda le nostre libertà. Essa potrebbe essere un po’ schiacciata dal progresso e non dobbiamo sperare che la scienza risolva i nostri problemi, abbiamo formidabili strumenti per essere liberi, ma occorre farlo con un passaggio anche culturale. Le macchine, certo, hanno salvato le persone: pensiamo ad esempio quel che è accaduto in questi mesi negli ospedali, ma appunto questi risultati non ci garantiscono la libertà. Che poi libertà significa tempo da spendere in modo creativo».

Non poteva mancare un ricordo di Remo Bodei., che Cacciari stimava molto.

«Il suo ultimo libro ‘Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, Intelligenza Artificiale’ (il cuore pulsante del programma di quest’anni, ndr) resterà per lungo tempo. - ha spiegato - Prendiamo una macchina per eccellenza oggi come l’intelligenza artificiale, essa farà sì che il lavoro manuale venga eliminato. Siamo preparati, mi chiedo, a sopportare tutto ciò visto che il nostro mondo vede al centro l’etica del lavoro? E’ una scemenza dire che la IA sostituirà l’uomo, ma certo il lavoro sarà libero e non più occupato come ora. Sarà una rivoluzione e ci attendono grandi sfide, ci attende una rivoluzione etica e politica».

Ma Cacciari non è “solo” uno dei pensatori più noti d’Italia, è anche una sorta di “grillo parlante” d’alto lignaggio della politica italiana, critico soprattutto con la “sua” sinistra. Inevitabili le domande in materia, come quella su un possibile ruolo da segretario di Stefano Bonaccini e soprattutto sulle scelte del governo di estromettere i concessionari Benetton dalla gestione delle autostrade italiane. «La scelta del governo di escludere i Benetton dalla gestione delle autostrade a me pare una scelta ideologica, come il governo Conte ha già fatto con il Mes sì e Mes no. Trovo quello dell’altra notte un gesto di puro fumo buttato nell’occhio del giusto e sacrosanto risentimento popolare per il drammatico crollo del ponte Morandi. Un gesto pericolosissimo economicamente, per l’Italia, perché potremmo andare a un contenzione che potrebbe costarci dai 7 fino ai 20 miliardi di euro. Prima i processi vanno fatti e non si dice a qualcuno unilateralmente di andarsene, tra l’altro per tornare alla gestione Anas. Forse che non è caduto un ponte Anas senza fare morti per miracolo? C’è il pericolo economico e il ritorno allo Stato: intollerabile».

Infine la “zampata” del prof sul Pd: «Stefano Bonaccini - termina Cacciari - può bussare come e quando vuole alla porta della segreteria del partito. Ma io non capisco quale scelta strategica c’è dietro la sostituzione del segretario Zingaretti con il governatore dell’Emilia Romagna. Mi sembra una stupidaggine, non ne capisco il senso politico». —

s.l
 

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