Gazzetta di Modena

Festival filosofia 2020

Festival Filosofia 2020 Una “macchina perfetta” pronta a sfidare anche gli ostacoli dell’era Covid

Stefano Luppi
Festival Filosofia 2020 Una “macchina perfetta” pronta a sfidare anche gli ostacoli dell’era Covid

Eventi gratuiti con pubblico presente, ma con obbligo di prenotazione dei posti Francesconi: «Edizione speciale, il nostro punto di riferimento sarà Remo Bodei»

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MODENA Sarebbe stato in ogni caso un festivalfilosofia “particolare” quello previsto a Modena, Carpi e Sassuolo da venerdì 18 a domenica 20 settembre. Una delle manifestazioni culturali più note d’Europa è infatti arrivata alla ventesima edizione, ma soprattutto è la prima edizione che deve fare i conti con le conseguenze di una pandemia che anche in Italia è stata terribile. Sarà insomma un festival filosofia con molte “regole”: nelle piazze come al solito e i posti a sedere, come già accadeva dai tempi della circolare Gabrielli, saranno contingentati.

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Ma quest’anno ci sono le misure anticovid in più, traducibili nello spazio tra le sedie utile al distanziamento sociale. Soprattutto, però, sarà obbligatorio prenotare il posto per assistere alle 42 lezioni magistrali dei filosofi. «Il nostro - spiega il direttore del consorzio festivalfilosofia Daniele Francesconi - è un pubblico maturo e intelligente che capirà bene la situazione e le regole attuate per garantire la massima sicurezza di tutti i presenti.

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La partecipazione sarà, come sempre, gratuita, ma ci sarà l’obbligo di prenotazione: si potrà farla a partire dal 18 agosto quando metteremo a disposizione sul sito una piattaforma apposita. Abbiamo inoltre deciso che, per i turisti che prenotano nel Modenese prima di quella data c’è la possibilità di avere il posto garantito nelle piazze». Occorrerà attendere settembre per vedere quel che accadrà e per comprendere i numeri del futuro festival: è però facile intuirlo, saranno più bassi dei record segnati fino al 2019. Già il totale degli eventi - 150, tutti gratuiti - è leggermente inferiore a quello cui eravamo abituati negli ultimi anni, sempre intorno ai 200 e anche le lezioni filosofiche sono numericamente poco di meno (quest’anno 17 prof arrivano per la prima volta). Ma l’attenzione alla presentazione di ieri era come al solito per il programma messo a punto e per i luoghi coinvolti, quasi tutti quelli storici a cui a Modena si aggiungono i Giardini ducali.

«Quest’anno - prosegue Francesconi - il nostro faro è Remo Bodei, un docente, un amico che è stato unico per la mitezza del carattere unito al suo sapere enciclopedico da dotto rinascimentale. Quest’anno le parole chiave con cui abbiamo costruito il programma intorno al tema ‘macchine’ sono tre: il dominio che permetterà di analizzare il rapporto tra uomo e macchine, ma anche il lavoro e i processi produttivi. La seconda parola è l’intelligenza delle macchine mentre il terzo macroargomento è il corpo umano e come esso viene modificato e reagisce in rapporto alle macchine. Abbiamo messo insieme il programma in questi mesi e per questo ringrazio il mio staff e il comitato scientifico, portando anche un saluto alla nostra collega Vita Pagliani che ci ha lasciato prematuramente».

I presenti hanno poi illustrato nei minimi dettagli il programma i cui protagonisti tra gli altri sono Enzo Bianchi, ex priore di Bose, Massimo Cacciari, con Barbara Carnevali nuovo componente del comitato scientifico del festival, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris (terrà la lectio "BPER Banca"), Umberto Galimberti, Michela Marzano, Stefano Massini, Salvatore Natoli (lectio "Coop Alleanza 3.0"), Telmo Pievani (lectio "Gruppo Hera"), Massimo Recalcati (lectio "Confindustria Emilia Area Centro"), Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Stefano Zamagni (lectio "Rotary Club Gruppo Ghirlandina”). Tra i debuttanti a Modena vanno invece segnalati Alessandro Aresu, Michele Di Francesco, Barbara Henry, Mark O'Connell, Jeffrey Schnapp mentre fanno parte del programma creativo la regista Liliana Cavani, il narratore Federico Buffa, l’attore Marco Paolini.

A fare gli onori di casa erano anche la fondatrice del festival Michelina Borsari, gli amministratori, tra cui il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il presidente del consorzio Anselmo Sovieni e quello del San Carlo Giuliano Albarani: «Lo stesso festival è una macchina - spiega quest’ultimo - ma è una macchina non fredda, perché è stata capace di essere coraggiosa. Ha avuto visione ai tempi della pandemia e la sfida quest’anno sarà molto importante». —
 

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