Gazzetta di Modena

IL PROGETTO DISCOGRAFICO 

Un viaggio tra Modena e Bologna in una polifonia tutta al femminile

Un viaggio tra Modena e Bologna in una polifonia tutta al femminile

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Erano 50 le voci femminili che lo scorso weekend sono risuonate nelle segrete del Castello di Levizzano trasformato per l’occasione in uno studio di registrazione naturale, grazie alle volte dei sotterranei che fungevano da casse armoniche di risonanza. Si tratta dei cori femminili di Modena e Bologna : "Le Chemin des Femmes" e "Le Core voci indisciplinate”, che si sono uniti in residenza, per “Registrazioni Apocrife”, ovvero la registrazione di alcuni brani inediti del nuovo disco, sviluppati a Cappella, in Circle Songs e Improvvisazione Vocale, grazie alla maestria della direttrice e cantante Meike Clarelli.

«Le Chemin des Femmes è un coro fondato a Modena nel 2008 - spiega Federica Rocchi, curatrice del collettivo Amigdala, l’associazione che ha organizzato la residenza artistica a Levizzano - è composto da donne di diversa provenienza geografica e culturale unite dalla comune passione per il canto e dal desiderio di promuovere la ricerca musicale e la resistenza civile attraverso la voce. Le Core voci indisciplinate – aggiunge la Rocchi- è invece un giovane coro femminile nato a Bologna dal laboratorio vocale organizzato dall'associazione Jaya, che raccoglie l’esperienza e il repertorio de Le Chemin des femmes, declinandolo però con una propria sensibilità femminista e intergenerazionale sul territorio bolognese».

Tra l'altro, le due realtà insieme, daranno presto vita a un concerto dove presentano un programma originale che intreccia innovazione e tradizione. «Il repertorio di Le Chemin des Femmes attinge infatti dal sostrato musicale che ogni donna consegna al gruppo – specifica la cantante e direttrice Meike Clarelli - a partire dalle tradizioni vocali dei rispettivi paesi di provenienza e dalla storia di ciascuna di loro. Nella mia direzione – continua la Clarelli- sento l’esigenza di fare patrimonio di questa preziosa umanità femminile e cerco di lavorare su un riarrangiamento e una reinvenzione del materiale creando brani originali dalle molteplici lingue e musicalità, mescolando ritmi ghanesi con polifonie georgiane, frammenti pop con esperimenti contemporanei».

Tra le produzioni originali de Le Chemin, l’opera teatrale AKUS – opera musicale per donne guerriere, e l’album Le Chemin des Femmes -C’è qualcosa nella voce che resiste, prodotto nel 2015. Il coro, che unisce professioniste e non, donne di diverse generazioni, età anagrafica, estrazioni sociali, religioni e culture, ha visto avvicendarsi oltre 50 coriste provenienti da almeno quindici paesi come Costa d’Avorio, Ghana, Camerun, Marocco, Moldavia, Ucraina, Argentina, Stati Uniti d’America, Spagna (Paesi Baschi), UK, Croazia, Italia. Ora sono alle prese con il loro secondo album. —

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