La notte in cui Gea ha raggiunto la sua vetta L’esordio da applausi per l’album The Summit
Vincitrice di Rock all’Opera, concorso di Comunale e Centro Musica Nelle sue canzoni un viaggio fatto di emozioni e suggestioni
Sabato sera i circa centocinquanta dei Giardini d’Estate hanno affrontato «un viaggio che non si può evitare». È “The Summit”, il percorso in parole e musica tracciato al parco ducale da Gaia Bedini. Classe 1998, modenese, si autodefinisce «una vagabonda, un moderno Ulisse». Bedini si è lasciata ispirare dalla mitologia greca per il nome d’arte: Gea. Significa terra, proprio come Gaia. Ne rappresenta però un alter ego. «Di mio sono un po’ più chiusa - riconosce la giovane - ma quando vado sul palco voglio essere una potenza». Una potenza che non ha lasciato indifferenti né gli spettatori né i giudici di Rock all’Opera.
Gaia (o meglio, Gea) ha trionfato nella quinta edizione con la storia e le canzoni. Alla torre del Centro Musica ha sviluppato l’idea e rafforzato la presenza scenica. Con lei Nicolò Bertoni (batteria), Mattia Fazio (basso e contrabbasso), Luca Bonfiglioli e Michele Zanasi (chitarra). «La band si è creata in vista dello spettacolo - spiega la cantante - ma vogliamo rafforzarla e trasformarla in una band vera e propria». In attesa dei tour, l’album di esordio è sfogliato in diretta sul palco. Uno sfoglio come negli album di foto di un tempo, ma con sonorità nuove.
Le suggestioni marine di un “Pesce fuor d’acqua” si tramutano nel coinvolgente ritmo de “La ragazza dagli occhi dorati”. Una ragazza che ha viaggiato dall’altro capo del mondo per dimostrare “Quanto lontano è lontano”, fedele al “Sangue vagabondo” che la contraddistingue. La tradizione classica le fa cristallizzare un momento felice nella “Ambra”. La spinta a viaggiare trascina lei e la band verso “La vetta” o “The Summit”, il brano che dà il nome all’album. Le sonorità di “Marinaio disperso” riportano alla mente i viaggi nel Mediterraneo e l’Odissea. «Forza andiamo, sono l’Ulisse» l’incitamento che anticipa la preghiera “Lord”. Gea resta sul palco per sussurrare una melodica “Ninna nanna” prima di ricevere i meritati applausi.
La band torna con le mascherine e i piedi nudi che hanno contraddistinto il concerto. I giovani musicisti mantengono un gomito di distanza mentre ricevono gli applausi che conducono il bis. Così “La ragazza dagli occhi dorati” splende per un’ultima volta sul palco per poi salutare la famiglia e descrivere emozioni inedite.
«Non avevo mai fatto una performance su un palco così grande», dice la giovane cantautrice. Merito dell’arrangiatore Alessandro Po (in arte Alex Class), del cantante Lalo Cibelli e dell’autore Tommy Togni, i tutor d’eccezione per i talenti sul palco sabato. La regia è invece di Tony Contartese. «Da sola non ce l’avrei potuta fare, do loro un bel 9 pieno», il voto della cantautrice.
Nemmeno a dirlo, essersi mossa sul palco rappresenta per lei «metaforicamente un modo per dire “forza, andiamo”». Una propulsione che non risparmia i tutor. «Abbiamo i nostri ruoli - precisa Togni - ma siamo molto interattivi, c’è molta simbiosi. Tutti gli anni viviamo una sfida divertente. I partecipanti devono avere massimo 25 anni. Cimentarsi con potenziali nostri figli, se non nipoti, è bellissimo. Portano un’energia stupenda. Così ci alimentiamo a vicenda».
Per Contartese ripartire è «importantissimo e necessario». Aver fatto tornare artisti sul palco è infatti «vitale dopo tanti mesi fermi». Il ringraziamento del regista va al governatore Stefano Bonaccini «che ci ha aiutato tantissimo».
Lo spettacolo nasce nell’ambito del progetto regionale Sonda. Il tocco del regista è stato «sottile per creare le atmosfere e dare a Gaia il sostegno giusto per le sue canzoni, molto interessanti».
La quinta edizione è stata la prima lontana dal teatro Comunale. Ipotizzabile una sesta all’aperto e senza mascherine? «Magari», esclama Contartese. Aldo Sisillo, direttore artistico del Comunale, apprezza l’opera di «giovani ancora non conosciuti». —
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