Gazzetta di Modena

Quella rete anticomunista che manovrava sia i fascisti che gli scontenti di Togliatti

Quella rete anticomunista che manovrava sia i fascisti che gli scontenti di Togliatti

IL NUOVO SAGGIO “le menti del doppio stato” 

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Come ricorda nella prefazione Giuseppe Vacca, storico e ex direttore dell’Istituto Gramsci, “Le menti del doppio stato” (Chiarelettere Editore) è un saggio importante per vari motivi. Il nuovo libro di Giovanni Fasanella e Mario José Cereghino - il giornalista italiano e lo studioso argentino - si focalizza su nuovi documenti desecretati presentati per la prima volta al pubblico. Di solito questo lavoro di lettura e interpretazione in un campo minato come gli archivi dei servizi segreti non è affrontato dagli storici di professione, ma questo non significa che il loro sia un lavoro di “pubblicistica”. Anzi. Sollecita gli storici ad affrontare in proprio la ricerca, la lettura e l’analisi critico-storiografica di questo materiale solido che getta nuova luce sul cosiddetto “Doppio Stato” che avrebbe governato l’Italia sotto la patina democristiana di governi e governicchi ufficiali. L’importanza sta quindi nel periodo scelto: l’origine. Dagli ultimi anni del guerra al 1949, ovvero dal Patto di Salerno fino all’attentato per uccidere Togliatti. È in questo periodo che si colloca anche l’esplosione di violenza “rossa” nelle campagne emiliane, nel Triveneto e in Toscana. Del “Triangolo della Morte” che comprendeva gran parte del territorio di pianura modenese, si è scritto molto ma, a ben guardare, si trattava di raccolte di ricordi, memorialistica e scarsa documentazione. Fasanella e Cereghino portano alla luce la rete a sinistra di Togliatti che con un’insurrezione voleva scardinarlo dal potere nel Pci innescando una rivoluzione e soprattutto quali regie c’erano, oltre alla rabbia e ai crimini di singoli militanti. La loro analisi di intelligence, molto fine, arriva a una regia: ai servizi segreti di Tito, al Soe inglese, al Club di Cambridge e agli interessi sporchi di altri “alleati”. La strategia della tensione nasce insomma molto prima di Piazza Fontana e con obiettivi divergenti: la scelta è tra tenere sotto scacco il Pci o innescare una guerra civile come in Grecia, “il lago di sangue”. —

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