Gazzetta di Modena

Pievani e Mandrioli ai Giardini: «Imperfetto e prepotente Così l’uomo rovina la Terra Ora il tempo sta scadendo»

ARIANNA DE MICHELI
Pievani e Mandrioli ai Giardini: «Imperfetto e prepotente Così l’uomo rovina la Terra Ora il tempo sta scadendo»

Giovedì 20 agosto  alle 21 un incontro riflessione sul periodo storico in cui viviamo tra Covid e ambiente con il dialogo tra il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e il genetista Mauro Mandrioli 

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MODENA Siamo imperfetti. Despoti che del pianeta hanno fatto discarica a cielo aperto. Pessima mossa, di fatto un autogol. «Le pandemie sono solo l’inciso di un tema assai più ampio: la crisi ambientale. Deturpare gli ecosistemi, così come favorire il commercio illegale di animali esotici – sottolinea il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani, ordinario della prima cattedra di Filosofia delle Scienze Biologiche al Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova – significa creare le condizioni favorevoli al salto di specie dei virus. Dagli animali all’uomo». E poi ci stupiamo se un minuscolo «filamento di RNA circondato da una capsula di proteine» – così Covid-19 nelle parole dello stesso Pievani – riesce a mettere tutti con le spalle al muro. Ecco qui l’Homo Sapiens, specie complessa eppure, come evoluzione insegna, vulnerabile. «Il coronavirus, che obbedisce ad un imperativo darwiniano primordiale, ossia replicati finché puoi, ha ribadito la nostra vulnerabilità. Sbagliamo nel considerarci i dominatori del mondo».

Il professor Pievani vive a Bergamo, città che a causa di Covid ha pagato un prezzo altissimo. giovedì 20 agosto, alle 21, sarà a Modena. Protagonista, in tandem con il genetista Mauro Mandrioli, sul palco dei Giardini Ducali. Palco sotto le stelle che ospita la rassegna Giardini d’Estate, quest’anno a cura di Ert. Titolo della serata? Facile: “Una specie imperfetta (e prepotente)”. «I libri più recenti di Telmo Pievani, tra cui Imperfezione e Homo Sapiens e altre catastrofi, saranno il punto di partenza di una sorta di viaggio. Un viaggio utile a comprendere non solo come si è evoluta la nostra specie – spiega Mandrioli, docente di Genetica Generale, Analisi dei Genomi e Genetica Microbica per i corsi di laurea di Biologia e Biotecnologie targati Unimore – ma anche e soprattutto quanto, per tutelare in primis noi stessi, sia fondamentale proteggere la biodiversità. L’uomo tende ad essere poco lungimirante. Bravi nel mettere in campo soluzioni a breve termine, sulla lunga distanza non siamo in grado di tenere il passo». L’Homo sapiens pare dunque reticente a guardare oltre l’hic et nunc. Tanto reticente da non prendere in considerazione la possibilità (probabilità) di una pandemia che era tutto fuorché imprevedibile. E a dirlo non è il senno del poi. È già successo più volte. Anche se molti sembrano averlo rimosso. H1N1 (nota a chiunque come Suina), Ebola, Sars, Zika…nomi “pandemici” accantonati perlopiù nel dimenticatoio, quasi fossero passati di moda dopo un quarto d’ora di celebrità. Ma che invece avrebbero dovuto insegnarci qualcosa. «Per quanto indispensabile, la lungimiranza dal punto di vista politico è difficile da mettere in pratica. Questo perché i dividendi di un’azione pensata in prospettiva andranno a vantaggio di altre persone, di altre generazioni – spiega Pievani – No, non credo che si possa considerare Covid-19 un’occasione, un’opportunità. Una tragedia non può essere definita tale. Piuttosto ora portiamo sulle spalle il peso della responsabilità. La responsabilità di uscire da questa situazione. Come? Le statistiche non mentono. A fronte della crisi del 2008 i paesi in grado di investire in conoscenza sono riusciti a riprendersi meglio. Ecco che cosa dicono le statistiche. Siamo imperfetti, questo è indubbio. Un concetto che ho messo nero su bianco ben prima dell’attuale pandemia. Ma ciò non toglie che possiamo contare su strumenti potentissimi. Certo, indebitarsi ed investire nell’innovazione e nella difesa dell’ambiente comporta rischi non trascurabili».

Ma è proprio in questi termini che a detta del “filosofo prestato alla scienza” ci giochiamo la carta del riscatto. Dunque il nostro domani. «Nonché il futuro delle prossime generazioni» puntualizza Mandrioli. Per poi aggiungere: «Dobbiamo lasciare a chi verrà dopo di noi un pianeta ospitale. Occorre dunque ragionare sui vincoli cognitivi che ci impediscono di prendere decisioni faticose, valutate sul lungo periodo. Non possiamo esimerci dal focalizzare i passi da compiere per cambiare. In alcune aree, che vanno identificate, l’uomo dovrebbe essere pressoché assente. Bisogna ripensare le modalità di produzione alimentare e di costruzione delle città. Non possiamo ripartire dal punto in cui la pandemia ci ha fermato».

Il che comporta uno sforzo notevole. Anche di immaginazione. Non è infatti così scontato riuscire a concepire il mondo auspicato da entrambi i nostri interlocutori. Ossia un mondo “con noi”, ma che non sia “nostro” a qualsiasi costo. «Abbiamo a disposizione un catalogo di soluzioni. Ma è inutile parlare di riscaldamento globale se poi non agiamo. Questa deve essere davvero l’ultima sigaretta» postilla lapidario il professore Unimore. Un dialogo che promette di essere denso e intenso quello tra Pievani e Mandrioli. E che si traduce in un messaggio inviato agli strati più profondi della coscienza di ognuno di noi. «Il fatto che questo messaggio arrivi da Pievani, cioè da un filosofo, rappresenta senza dubbio un valore aggiunto. Il tema evolutivo non è settoriale, va affrontato anche dal punto di vista umanistico» sostiene Mandrioli parlando di «scienza umana applicata all’ambiente». «Un filosofo della biologia che dialoga con un genetista creativo» gli fa eco lo stesso Pievani. Per poi autodefinirsi «un ibrido tra filosofia e scienza».

INFO UTILI. Tutti gli appuntamenti dei Giardini d’Estate seguono le disposizioni dei decreti anti Covid con assistenza sul posto e informazioni sul sito di Ert. L’ingresso è gratuito, i posti contingentati, distanziati e numerati. La prenotazione è obbligatoria. Ci si può prenotare via-mail (biglietteria@emiliaromagnateatro.com), presso la biglietteria del Teatro Storchi (da giovedì a sabato 10 - 14, tel. 059 2136021) o, in caso di disponibilità, anche al botteghino dei Giardini un’ora prima dello spettacolo. ll programma è disponibile anche sul sito del Comune. —
 

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