Gazzetta di Modena

IL LIBRO 

Ultracorpi “invasori” Quella pietra miliare della fantascienza svelata da Morsiani

Serena Fregni
Ultracorpi “invasori” Quella pietra miliare della fantascienza svelata da Morsiani

Il critico modenese racconta di segreti della celeberrima pellicola firmata Don Siegel che sarà proposta il 28 agosto ai Giardini ducali

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Girato in bianco e nero, a costi ridotti ma diventato subito un cult cinematografico. Si tratta del film “L’invasione degli ultracorpi” di Don Siegel del 1956 e, a raccontare le varie sfaccettature del film è il critico cinematografico modenese Alberto Morsiani, già direttore dell’associazione Circuito Cinema di Modena che comprende la Sala Truffaut e il cinema Filmstudio 7B, nel suo nuovo libro “Don Siegel. L’invasione degli ultracorpi” pubblicato per Gremese.

Una scelta, quella di parlare proprio di questo film, inevitabile secondo Morsiani: «È un grande classico della fantascienza - spiega il critico modenese - ha avuto tre rifacimenti e tanti altre pellicole sul genere e negli anni a venire tanti registi e autori si sono ispirati all’invasione degli ultracorpi che è diventato poi un vero cult fantascientifico quindi non si può non conoscere e apprezzare questo film».

La storia è ambientata nella tranquilla cittadina americana di Santa Mira, dove, da un giorno all’altro, qualcosa cambia. Comportamenti strani, malati che improvvisamente guariscono, bambini che dicono che la madre non è la madre, qualcosa di veramente strano sta accadendo e questo è solo l’inizio.

«Ci sono tutti gli elementi per creare un horror per così dire “perfetto”: la tipica smalltown americana, strani comportamenti della popolazione e un’invasione aliena. Un film che è stato non solo un precursore del genere horror fantascientifico ma che ha influenzato tanti registi e film, fino ai giorni nostri». Tutta la trama si regge sulla paranoia collettiva che si viene a creare nel film, una sensazione che anche in questi mesi, con l’espandersi dell’epidemia del Coronavirus, abbiamo provato in tanti: «Si certo - afferma Morsiani - come durante il Coronavirus si vive isolati, la gente tende a comportarsi in un modo molto stereotipato come appunto nel film dove c’è un contagio e piano piano la cittadinanza della piccola Santa Maria perde totalmente la propria autonomia e tutti diventano uguali agli altri tranne appunto l’unico superstite, un medico che disperatamente cercherà di lanciare l’allarme al mondo intero».

Un grande classico quindi, raccontato dall’esperto e critico Morsiani già disponibile nelle librerie per questa collana dedicata ai grandi classici del cinema. «Ho già in programma il prossimo volume che sarà dedicato questa volta ad un western di John Ford “L’uomo che uccise Liberty Valance”».

In attesa per quanti ancopra non avessero visto questo film e si fossero incuriositi, ricordiamo che venerdì 28 agosto sarà proprio Alberto Morsiani a presentarli ai Giardini dicali di Modena, dove subito dopo sarà proiettato il film, in versione restaurata. Insomma se amate il cinema e i film che ne hanno fatto la storia, questo rientra nella categoria degli imperdibili. —

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