Gazzetta di Modena

La Cultura rialza la testa Il traino di Parma capitale per spingere tutta l’Emilia

Stefano Luppi
La Cultura rialza la testa Il traino di Parma capitale per spingere tutta l’Emilia

Riparte il ricco programma che propone teatro, lirica, arte: «Ritroviamoci!» Felicori; «Prende vita un progetto di sistema che coinvolge tutti i capoluoghi» 

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PARMA

C’è l’antico con le straordinarie sculture di Benedetto Antelami di poco successive al romanico di Wiligelmo attivo a Modena. Ma c’è anche il contemporaneo con il modenese Carlo Mattioli, il meraviglioso design di Fornasetti (grande mostra al palazzo della Pilotta), la pittura densa e viva di un artista che tutti conoscono, il reggiano Antonio Ligabue. “Parma - capitale italiana della cultura”, riapre i battenti dopo la sfortunata parentesi pre-covid del gennaio scorso quando la manifestazione inaugurò con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ora il programma che prevede centinaia di iniziative di ogni forma creativa, a partire dal teatro, dall’opera e dall’arte, si allarga al 2021, come hanno spiegato ieri al Parco Ducale di Parma il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli con il sindaco Federico Pizzarotti, l’assessore alla cultura Michele Guerra e quello regionale Mauro Felicori. Spiega il sindaco: «L’occasione è quella di riprendere a ritrovarsi, attraverso la cultura, cultura che batte il tempo, ma anche che cura: vogliamo sconfiggere le diffidenze sulla vicinanza pure rispettando le regole sanitarie. Il momento storico permette di vedere il territorio parmense, emiliano, con occhi diversi, ma abbiamo la speranza del superamento del difficile momento». Secondo Mauro Felicori «quello di Parma è un progetto di sistema che comprende tutta la regione e i suoi capoluoghi» mentre il presidente Sassoli sintetizza: «L’Europa guarda all’Italia e anche al contrario, ai suoi valori di bellezza che oggi sono utili a tutti soprattutto per quanto sta accadendo pensando soprattutto ai 250mila morti europei». Il nuovo calendario biennale si apre al pubblico domani con l’apertura della installazione “Hospitale. Il futuro della memoria” previsto all’ex Ospedale Vecchio, oltretorrente ma non lontano dal parco ducale e dalla centralissima Pilotta. Nella grandiosa area centrale, lungo oltre cento metri, si visiterà da oggi e fino a inizio dicembre l’installazione dello Studio Azzurro di Milano, un’opera animata che introduce quel che in questo luogo verrà posizionato dopo la mostra e il susseguente restauro. Ossia il museo della memoria di Parma, sede degli antichi archivi, ma anche del futuro. Il restauro in corso degli spazio è eseguito dallo studio di architetture “Progettisti Associati” di Sassuolo, di cui fa parte l’architetto Vincenzo Vandelli che negli ultimi anni a Modena ha riportato all’antico splendore l’abbazia di San Pietro di Modena con gli spazi attigui. «Noi dello studio - spiega l’architetto Vandelli - ci occupiamo dei progetti definitivo ed esecutivo della amplissima Crociera, uno spazio lungo ben 120 metri, largo 100 e alto 12. Questa tipologia di strutture architettoniche nasce nel Rinascimento, anche se questo palazzo è di origine duecentesca, quando si punta sulla speranza della cura: all’incrocio delle quattro aree, e relativi cortili, della crociera stava infatti un altare che era visibile da ogni letto posizionato lungo i corridoi. Nel ‘700 poi dalla speranza si passa alla scienza e infatti al Sant’Agostino di Modena, di quell’epoca, l’impostazione degli spazi è molto diversa, come spieghiamo in un libro che esce in occasione della mostra di Studio Azzurro. L’ospedale Vecchio di Parma è uno spazio gigantesco, molto più grande del ‘nostro’ S.Agostino e dopo le funzioni ospedaliere sta andando in direzione di polo culturale. Qui c’è già l’Archivio di Stato e verrà la nuova Biblioteca civica mentre negli spazi centrali che restaureremo verrà realizzato il museo che racconterà la memoria di questo luogo e della città».

I visitatori - anche quelli provenienti dalla nostra vicina provincia - potranno anche visitare un luogo dove si respira “aria” modenese, lo studio del pittore Carlo Mattioli in pieno centro storico. Mattioli, infatti, è stato uno dei maggiori pittori del ‘900 ed è nato a Modena, prima di trasferirsi a Parma dove ha vissuto ed è scomparso nel 1994: per visitare lo studio, a partire da domani, occorre prenotare al numero 0521.231076. Informazioni su parma2020.it.

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