Il Galileo di Liliana Cavani approda alla Sala Cervi
Venerdì, alla Sala Cervi di Palazzo Pio a Carpi, arriva la mostra: “Lo sguardo, il potere e la macchina”: il Galileo di Liliana Cavani sarà raccontato attraverso materiali del Fondo Cavani. L’esposizione è a cura dell’Archivio Storico Comunale. Nel 1968 Liliana Cavani dirige Galileo, film “scandaloso”, segnato da significative vicende distributive. L’opera segue lo scienziato dall’Università di Padova, dove, messo a punto il cannocchiale, comincia le osservazioni notturne che lo porteranno a dichiarare errato il sistema tolemaico, fino alla stesura del Dialogo sopra i massimi sistemi e al processo, a Roma, davanti al Sant’Uffizio, dove abiura. È il percorso dell’uomo, del suo sguardo che, grazie a una macchina, apre gli occhi sulla realtà, “rivoluzionando” il rapporto tra uomini, Dio e Chiesa. Grazie ai materiali (copioni, soggetto, dialoghi, documenti di lavorazione, flani, interviste e foto promozionali, fotografie di scena, rassegna stampa) conservati nel Fondo Cavani, si realizza un percorso di mostra che racconti il lavoro della regista.
Sempre venerdì dalle 9 alle 23, al Castello dei Ragazzi di Carpi in piazza Martiri, arriva “Le macchine di Munari”. L’installazione è a cura di Castello dei Ragazzi e Corraini Edizioni, ed è ispirata alle opere di Bruno Munari: addomesticare le sveglie, prevedere l'aurora, aprire dal di sotto le bottiglie di spumante: per ciascuna di queste attività l’inventore ha creato una specifica macchina. Ai bambini visitatori verrà donato un kit di laboratorio per progettare, a casa, una macchina inedita e originale. —
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