Gazzetta di Modena

sala campori 

Marchingegni teatrali da Leonardo agli Este

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I disegni più spettacolari sono alla mostra “Macchine spettacolari nelle raccolte della Biblioteca Estense”, un appuntamento che fino al 9 gennaio illustra come le “macchine” siano da sempre al centro della storia culturale umana.

«Il pubblico qui in Sala Campori - spiega la curatrice e direttrice della biblioteca Grazia De Rubeis - trova una panoramica piuttosto ampia sulla scenotecnica, sull’uso della macchina per creare effetti speciali in occasioni delle rappresentazioni del teatro greco, del rinascimento a Milano con Leonardo da Vinci oppure a Modena, nelle grandiose feste barocche degli Este». Ogni vetrina è una sorpresa proprio per l’importanza dei disegni e dei documenti esposti. C’è, ad esempio, una tavola con la “macchina di Armida”, un colossale “giocattolone” semovente che venne realizzato per 1700 in occasione del battesimo del primogenito del duca Rinaldo d’Este. Ma c’è anche il manoscritto del 1490 dell’ambasciatore estense a Milano Jacopo Trotti che spiega la macchina costruita da Leonardo per Ludovico il Moro. Oppure i tanti disegni di macchine teatrali di Girolamo Graziani, tra cui un’orca che era stata posizionata davanti al Palazzo Ducale di Modena.

«Partiamo - termina la curatrice - con materiali risalenti al teatro greco, con testi di Euripide e Aristofane e terminiamo con opere di inizio ’800 per spiegare come la macchina prima era un mezzo per rappresentare il soprannaturale e poi diviene mezzo, nascosto, per fare funzionare il teatro». —

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