A casa con gli Este/ L'elevazione di Maria Maddalena
MODENA Non si nutriva di cibo terreno Maddalena, ma di cibo celeste. Alle ore canoniche, la più appassionata tra i discepoli di Cristo veniva sollevata in cielo dagli angeli e nutrita. Così Jacopo Da Varazze, geniale narratore che dei santi descrisse vita, morte e miracoli, ci racconta il ritiro spirituale della santa presso una grotta abbandonata. Il paesaggio in cui l’artista anonimo rappresenta questo episodio della vita di Maria Maddalena, non è però un luogo deserto segnato da cupi anfratti. È un paesaggio vasto e cristallino che si apre in un corso d’acqua distante.
Nella radura erbosa, tra declivi rocciosi, crescono radi alberi alti e riposano animaletti aggraziati: un coniglio e due uccelletti, tra cui una gazza. L’artista li ha posizionati in primo piano per ancorare uno spazio che altrimenti sarebbe stato ingoiato dal cannocchiale prospettico delle montagne. La loro presenza aneddotica è mera architettura: gli animaletti segnano l’ascesa della santa che appare nel cielo circondata dagli angeli.
Le mani giunte, lo sguardo rivolto in alto, la santa ammantata di rosso e coi lunghi capelli sciolti si erge su una nuvola. Ai suoi lati, come cariatidi, due angioletti nudi ne sostengono altri che prendono la santa per le braccia. Sopra a loro altri angeli appaiono dietro una nuvola grigia che fa da schienale alla Maddalena. Una struttura di nuvole e angeli che rivela la sua natura artificiale di macchina teatrale.
Altre due creature celesti inginocchiate a destra e sinistra della santa si appoggiano solidamente su nuvole nerastre come fossero piattaforme. Non si svolazza in questi cieli, non si aleggia: si sta solidi e fermi. Il pittore non rinuncia alla fisicità del presente per descrivere l’evento miracoloso. L’elevazione della Maddalena è vista come un viaggio, uno spostamento reale e pesante. La scena nel cielo è fisicamente vera, mentre il paesaggio in terra appare etero come quello di una fantasticheria. Basti vedere l’eremita che al centro del quadro e in lontananza esulta davanti alla visione. Trasparente come una pennellata su seta, fasciato in vesti svolazzanti ci pare un’illusione in questo mondo capovolto dove il cielo è vero e peso e la terra un sogno evanescente. —
*Direttrice Gallerie Estensi
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