Gazzetta di Modena

La Street Art e i suoi segreti Una “mappa” per orientarsi in un mondo di idee e colori

Stefano Luppi
La Street Art e i suoi segreti Una “mappa” per orientarsi in un mondo di idee e colori

Domani un convegno a Palazzo dei Musei mette in risalto l’importanza dell’universo delle “tag” Nascono un portale e un progetto pluriennale tra Comune e Regione con l’Istituto beni culturali 

5 MINUTI DI LETTURA





Stefano Luppi / modena

Esistono forme d’arte che respingono i non esperti e altre che attraggono. Una di queste ultime è senz’altro l’arte urbana, la street art detta anche writing, un medium piuttosto di moda col quale si sono cimentati alcuni dei principali artisti mondiali del secondo ’900. Seppure tutti questi termini non siano esattamente sinonimi, pensiamo solo che questa forma artistica l’hanno utilizzata Keith Haring e Jean Michel Basquiat mentre oggi lo street artist più conosciuto è sicuramente l’anonimo Bansky.

Per chi voglia approfondire questi e altri temi arriva domani il convegno “L’arte urbana e i suoi processi culturali in Emilia Romagna” previsto a Palazzo dei Musei dalle 9,30 alle 18,30. Una iniziativa dell’assessorato alla cultura comunale, a cura di Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi.

Ma l’incontro è solo la prima tappa di un progetto più ampio che l’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi ha messo in campo. Nasce, infatti, un accordo pluriennale insieme alla Regione Emilia Romagna (per quest’anno la convenzione è firmata con l’Istituto Beni culturali che poi diverrà un servizio interno dopo oltre quarant’anni di onorato servizio partito grazie ad Andrea Emiliani ). Ciò ha portato alla creazione di “Urbaner”, un portale specifico che monitora l’arte urbana nella nostra regione, raggiungibile dal sito urbaner.it in costante aggiornamento. Questo luogo virtuale, gestito da Elia Mazzotti Gentili, si compone nella sua fase iniziale di più aree principali. La sezione “News”, dedicata a iniziative, eventi e manifestazioni legati alle culture urbane sull’area geografica di interesse, nasce appunto con fini di documentazione e valorizzazione delle singole attività, numerose in molte città. All’interno della sezione “La ricerca”, dove si raccolgono gli esiti de “L’arte urbana e i suoi processi culturali in Emilia-Romagna”, si possono invece “navigare” virtualmente due aree denominate “Interviste” e “Mappa”. Le prime finora sono cinque, di un corpus di 30 presto interamente a disposizione, frutto di un lungo lavoro di incontri con le figure che hanno vissuto in prima persona e contribuito al diffondersi delle culture urbane in regione, e non solo. Alle interviste sono collegate raccolte di fotografie e video, materiale prezioso in ottica di documentazione e difficile, se non altrimenti impossibile, da reperire. Gli artisti, infatti, non sono sempre disponibili né a parlare né a farsi rintracciare visto che l’arte urbana non è sempre legale: a volte è frutto di commissioni e altre di scelte degli artisti che di notte dipingono facciate di palazzi o treni.

Per gli utenti interessati a visitare e fruire dal vivo dei luoghi della cultura urbana è disponibile la mappa digitale con i punti di interesse all’interno delle varie province. A oggi i luoghi di interesse registrati sono più di trecento, suddivisi ora in quattro macro categorie, presto arricchite da altri progetti già avviati in vari territori: “Festival ed eventi di arte urbana”, “Gallerie, negozi e luoghi di produzione culturale”, “Hall of fame, muri liberi e luoghi autogestiti di produzione culturale” e “Opere spontanee”. Il portale è inoltre supportato dai profili Facebook e Instagram con l’obiettivo di divulgare i contenuti su canali maggiormente accessibili alle nuove generazioni. I profili social sono già attivi. Per l’art director Elia Mazzotti Gentili «questa mappatura permette di monitorare forme artistiche che si sviluppano in luoghi spesso inesplorati da questo punto di vista, come i centri sociali o i luoghi dove si fanno sport e musica giovanile».

Ieri una presentazione con l’assessore Bortolamasi, il presidente dell’Istituto Beni culturali della Regione Roberto Balzani e Mazzotti Gentili ha permesso di cogliere aspetti sul convegno e sull’intero progetto. Sul primo spiega l’assessore comunale: «La contaminazione nell’arte è un tema cui tengo particolarmente anche perché dietro queste opere d’arte c’è fermento e vivacità delle giovani generazioni. Io penso che queste vicende creative, spesso carsiche, debbano emergere sempre più alla luce del sole. Il primo step, dopo la convenzione firmata con Ibc, è mettere a confronto gli esperti della materia. Non sarà la sola occasione, perchè a ottobre ci dedicheremo, insieme a Ovest Lab, a nuove iniziative di street art con al centro sempre le polisportive dove abbiamo già operato. Abbiamo insomma deciso di approfondire questo tema nei prossimi anni». Secondo il professor Balzani «l’Ibc ha nel suo dna quello di occuparsi del patrimonio regionale, anche questo contemporaneo che non è tutelato dalle leggi nazionali perché troppo recente. Noi crediamo sia importante monitorare questa produzione perché si aprono temi come la possibilità di musealizzarlo, salvaguardarlo e restaurarlo. Per questo il progetto aumenterà la sensibilità nel settore».

Tutti questi sono gli elementi principali in cui si articola il convegno di Palazzo dei Musei (nel comitato scientifico anche Mila Bongiovì e Daniele Pittéri) al quale tra gli altri partecipano gli accademici e ricercatori Sarah Gainsforth, Tamar Pitch, Francesco Spagna, Claudio Musso, Fabiola Naldi, Enrico Bonadio, Francois Chastanet, Luca Borriello e Pietro Rivasi. L’occasione è dunque ghiotta per saperne di più su autori di grido grazie alle loro “tag” o “crew”, le firme, insomma, che caratterizzano i principali artisti di oggi, da Blu e Rusty a Ericailcane, Collettivo Fx e Cuoghi Corsello e numerosi altri.

Durante l’incontro è anche emersa una considerazione dell’assessore Bortolamasi riguardo al fatto che i principali enti artistici modenesi che da anni si occupano di street art - FMAV ex Galleria Civica e Biblioteca Poletti in primis - non sono della partita: «Penso - spiega l’assessore - che ognuno faccia delle scelte politiche e il progetto in capo alla struttura è senz’altro più forte. Del resto per queste ricerca e catalogazione non mi pare ci siano le competenze». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google