«Qui per portare delle storie che è fondamentale far sapere»
«Questo è un Festival che mette insieme una matrice giornalistica di qualità e una matrice pop che utilizza format poco ortodossi»
«Questo è un Festival che mette insieme una matrice giornalistica di qualità e una matrice pop che utilizza format poco ortodossi. A Modena grazie a un grandissimo lavoro di cucitura di relazioni, necessario a far crescere il nostro progetto culturale in una città viva come questa, porteremo storie che per noi sono fondamentali da raccontare». Così Matteo Scanni, Presidente dell'Associazione DIG, ha elogiato il lavoro di rete che a Modena ha reso possibile l’organizzazione della prima edizione modenese di DIG Festival, ringraziando l’amministrazione comunale per avere riconosciuto fin dal primo momento il valore del progetto. Presenti ieri alla presentazione del Festival il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’Assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, che ha sottolineato come l’industria culturale e creativa nei prossimi anni possa e debba essere sempre di più uno degli assi di sviluppo della città. Per Paolo Cavicchioli, Presidente della Fondazione di Modena, che insieme alla Regione Emilia-Romagna e al Comune è tra i principali sostenitori della rassegna, «sostenere, e non solo economicamente, un Festival che fa giornalismo d’inchiesta significa perseguire indirettamente quel principio di trasparenza che è tra i nostri obblighi costituenti». A contribuire alla manifestazione, patrocinata da Unimore, anche l’Ordine dei Giornalisti, AbitCoop e Coop Alleanza 3.0, ringraziati dall’Associazione assieme a tutti i soggetti che hanno collaborato alla sua realizzazione: Associazione Fondazione Collegio San Carlo, AGO Modena Fabbriche Culturali, FEM, VRMF, D406, Sartoria Comunicazione, Laboratorio Aperto Modena, Festivalfilosofia, Juta, Cinema Astra e Cineteca di Bologna. —
a.b.
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