Riflessioni da lockdown nel “Manifesto/Manifesti” del teatro delle Passioni
Lo spazio all’ex Amcm riapre e mette in scena oggi e domani un nuovo spettacolo. Sul palcoscenico gli aspiranti attori di Emilia Romagna Teatri
modena
Il post Covid alle Passioni, il teatro all’ex Amcm che sarà superato dalla nuova sede in costruzione nei pressi, riparte anche grazie agli allievi del corso di perfezionamento teatrale.
Arriva, oggi e domani (alle 21 e alle 18, rispettivamente nelle due giornate) “Manifesto/Manifesti”, lettura scenica a cura dei drammaturghi uruguiani Sergio Blanco e Gabriel Calderón con appunto le performance di attrici e attori della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT di Modena diretta da Claudio Longhi. «Fare teatro - spiegano Blanco e GaCalderón – è oggi una sfida in tutto il mondo. Una sfida ai sistemi di produzione, ai sistemi di creazione ai sistemi sanitari e ai sistemi vitali. Quando il mondo funziona tutto in un senso, il teatro rifiuta la direzione proposta e inizia in una piccola e innocua passeggiata la sua rivoluzione in direzione contraria. Per questo quando l’intero mondo genera imprese che creano valore, pubblico e guadagno, il teatro resiste in piccole sale con piccoli pubblici e con uno scarso valore di rendita. Ma ora che il mondo evita le riunioni, gli incontri e i gruppi, il teatro emerge in ogni assembramento, come un fantasma dell’arte, promettendo azione. Ert ora rende possibile l’impossibile: in mezzo alla pandemia, in mezzo alla malattia e alla morte, la preoccupazione e lo sconforto, un gruppo di persone ha pensato, riflettuto e creato teatro. Speriamo che possa servire questo gesto di resistenza e premonizione per i tempi futuri».
Lo spettacolo messo in scena al teatro delle Passioni diverrà una produzione vera e propria nella prossima primavera ed è sostanzialmente una riflessione sul ruolo del manifesto, politico, sociale e nei mille altri ruoli possibili. E’ stato rappresentato per la prima volta in Italia nel 2019 a “VIE Festival” e permette una riflessione tramite 18 “quadri” sul fatto che ogni storia ha un suo valore, possibile tramite il pensiero, l’azione e dialoghi complessi che i giovani attori hanno avuto modo di perfezionare durante il corso che è partito nel giugno scorso coinvolgendo 18 allievi selezionati tramite un bando pubblico regionale. Ora appunto questo preludio a una nuova produzione di Ert. Quando il 24 febbraio le attività teatrali si sono interrotte, tutto era già pronto in vista dell’arrivo in marzo di Sergio Blanco e Gabriel Calderòn, artisti scelti per inaugurare il focus Sud-America della stagione 2020/2021. All’interno del progetto dei maestri sudamericani, nel 2021 ci saranno che l’attore e regista argentino Lisandro Rodriguéz e il regista brasiliano Antonio Araujo. Per mesi tutto è rimasto chiuso e la didattica per gli attori era a distanza, tanto che il corso è stato per lungo tempo in videoconferenza: durante questo periodo Gabriel Calderòn e Sergio Blanco hanno condiviso gli elementi essenziali del proprio stile teatrale, trasformando un gruppo di ragazzi sconosciuti tra loro in una classe coesa e attenta, ansiosa di potersi finalmente muovere anche nello stesso luogo fisico. Un desiderio che la riapertura delle scuole di formazione e dei confini europei ha reso possibile a luglio scorso. Sono sul palco gli allievi: Chiara Alonzo, Costanza Casadei, Giorgio Castagna, Lorenzo Maria Cervasio, Malik Cherif, Carmelo Crisafulli, Roxana Doran, Fonte Fantasia, Francesca Fedeli, Ugo Fiore, Francesca Paola Frasca, Matteo Gatta, Luisa Imperatore, Daniele Molino, Jordi Montenegro, Laura Pizzirani, Livia Rossi, Chiara Tomei. —
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