Gazzetta di Modena

Un clic sul telefonino e in piazza Sant’Agostino riappare la versione 3D di Francesco III a cavallo

Stefano Luppi
Un clic sul telefonino e in piazza Sant’Agostino riappare la versione 3D di Francesco III a cavallo

Progetto nato da una sinergia tra i beni culturali e la tecnologia Un ricercatore Unimore e un ingegnere lavorano insieme ad “Ago” 

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LA CURIOSITà

Stefano Luppi

«In piazza Sant’Agostino - spiega lo storico dell’arte Simone Sirocchi, ricercatore di Unimore - era posizionata una statua equestre in marmo alta sette metri raffigurante il duca Francesco III d’Este. La realizzò nel 1774 lo scultore carrarese Giovanni Antonio Cybei e venne distrutta dai francesi arrivati in città a fine ’700, secondo una furia iconoclasta che se ci pensiamo è molto attuale. Non credo che molti modenesi conoscano questa storia quindi abbiamo deciso, unendo storia dell’arte e tecnologia informatica, di realizzare una applicazione e un modello virtuale in tre dimensioni di questa statua».

L’idea è affascinante e, come dice lo studioso, permette di “ritrovare” e raccontare la storia di un monumento che era fondamentale nella diffusione dell’immagine della corte estense ai tempi del ducato. Non va infatti dimenticato che il monumento era posizionato tra Palazzo dei Musei, che i duchi d’Este costruirono come “Albergo dei poveri” per gli indigenti della capitale, e l’ospedale Sant’Agostino, luogo di cura voluto sempre da Francesco III. Della ricostruzione delle vicende della piazza Sant’Agostino e della statua - nota da vari documenti e soprattutto un bozzetto in terracotta della Galleria Estense - Sirocchi parlerà insieme all’ingegner Francesco Gherardini domani alle 11 allo SpazioF della Fondazione di Modena nell’incontro “La Grandiosa Macchina” (possibile assistervi via streaming , collegandosi a fondazionedimodena.it).

«Questo progetto - prosegue Sirocchi - è uno dei primi concreti realizzati insieme al centro DHMore di Ago-Fabbriche culturali. Lo abbiamo sperimentato durante i giorni del Festivalfilosofia: c’era un totem che si doveva inquadrare con il telefonino. L’operazione rimandava al nostro sito da cui si scaricava una applicazione: aprendola e inquadrando un punto vicino alla facciata di Palazzo dei Musei, dove sappiamo fosse la statua del duca a cavallo, si poteva vedere il monumento in tre dimensioni e ascoltare un breve audio con le vicende artistiche e storiche riassunte per il pubblico non specialistico». Un percorso dunque entusiasmante, un modo di raccontare la storia modenese in modo divulgativo pure partendo da ricerche storico artistiche e pratiche informatiche precise e documentate. Purtroppo, però, oggi il sistema non è più attivo perché andrebbe posizionata dalle parti di Palazzo dei Musei un codice “bar-code” da inquadrare per scaricare l’applicazione già disponibile. Di ciò parleranno Sirocchi e Gheradini. «Piazza Sant’Agostino - prosegue il giovane ricercatore - è fondamentale nella storia degli Este, almeno dal seicento. Importante tanto quanto piazza Grande lo è per la comunità civile e piazza Roma lo è per la corte. Quel monumento equestre a Francesco III fu pensato e finanziato dalla comunità cittadina proprio per quello spazio pubblico come ringraziamento per la politica assistenziale promossa del duca attraverso l’ospedale e il luogo per ospitare i poveri dove oggi abbiamo i nostri musei». L’attività di ricerca anche urbanistica e la tecnologia digitale si sono dunque fusi in un binomio di grande modernità e utilità per il futuro culturale di Modena: «Della statua sappiamo per fortuna molto - termina Sirocchi - soprattutto grazie al modelletto conservato all’Estense. All’Archivio di Stato invece c’è una planimetria con tutte le misure precise in palmi genovesi, che abbiamo trasformato in dati del sistema metrico per realizzare l’opera virtuale precisa. L’ingegnere, a partire dal modelletto, ha ricostruito il monumento in 3D compreso il basamento noto anch’esso dai documenti. Crediamo sia la strada giusta per divulgare la storia». —

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