Gazzetta di Modena

Le riflessioni dei giovani artisti sulla pandemia In “Motel” al Mata le opere realizzate a Modena

Stefano Luppi
Le riflessioni dei giovani artisti sulla pandemia In “Motel” al Mata le opere realizzate a Modena

La mostra dal 10 ottobre illustra gli esiti del master Biennale di FMAV. I ragazzi si dicono particolarmente soddisfatti

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MODENA Per gli studenti che terminano dopo due anni il master di Fondazione Modena Arti Visive (Fmav) è questa, nella quasi totalità dei casi, la prima occasione espositiva importante per mostrare il proprio valore artistico. Per l’ente di Comune e Fondazione di Modena che ha preso il posto di Galleria Civica, Fondazione Fotografia e Museo della figurina “Giuseppe Panini”, presieduto da Gino Lugli, è l’occasione di mostrare una sempre più stretta sinergia tra le attività didattiche e il settore mostre. E per il pubblico, aspetto forse più importante, si tratta di una occasione per comprendere come l’ultima generazione artistica ha inteso “rappresentare” Covid e lockdown.

Tutto ciò emerge con “Motel” che presso il Mata-Manifattura Tabacchi riunirà, attraverso fotografie, video e installazioni, gli esiti delle ricerche portate avanti dagli studenti del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di Fmav. Si tratta di una rassegna collettiva che nelle date tra il 10 ottobre e l’8 novembre illustra il livello raggiunto dai giovani artisti che hanno frequentato le lezioni del corso diretto da Claudia Löffelholz. Osservando le immagini dei lavori esposti si nota come gli stili, le preferenze, le idee degli artisti seguano naturalmente canali molto diversi tra loro. C’è, insomma, estrema varietà nell’offerta e non potrebbe essere altrimenti. Ma la qualità è sempre piuttosto elevata nelle creazioni di Luna Belardo (1998, Pavullo nel Frignano), Leonardo Bentini (1994, Roma), Nicola Biagetti (1995, Bologna), Sara Sani (1984, Modena), Manfredi Zimbardo (1993, Palermo). Emergono prospettive diverse dalle loro opere, in particolare pare di percepire luoghi spesso sospesi e iper-connessi, soggetti che quasi mai forniscono rassicurazioni, ma più che altro aprono a domande. Una panoramica sulla fotografia contemporanea che risulta contaminata da altri linguaggi anche perché la scuola di Fmav non pone limiti alla creatività, ma si “limita” a fornire strumenti con lezioni teoriche e anche attraverso testimonianze di nomi importantissimi del panorama mondiale.

«Motel - spiega la direttrice dei master Fmav Claudia Löffelholz - si declina come mostra e magazine. Avendo iniziato i loro lavori in un’era pre-Covid gli studenti si sono ritrovati in un percorso tramutato non solo una, ma varie volte, a causa degli avvenimenti incisivi che tutti ben conosciamo: la diffusione del virus, il lockdown, la perdita dei consueti punti di riferimento e delle abitudini. Un periodo senza punti fermi e pieno di sfide, ma anche un terreno fertile per sperimentare e condurre le proprie ricerche artistiche. Gli studenti in mostra, provenienti da contesti e formazioni differenti, sono stati affiancati e incentivati durante il corso biennale da docenti, artisti, curatori e esperti italiani e internazionali per sviluppare il proprio linguaggio artistico, esplorando ed estendendo le coordinate e le possibilità del mezzo video-fotografico».

I protagonisti dell’appuntamento si mostrano piuttosto entusiasti. «Modena è un luogo silenzioso - riflette il romano Leonardo Bentini - . L’ascolto, lo studio e lo sguardo si confrontano sempre con un paesaggio familiare, composto. La ricerca si affina nel confronto, nella discussione, e la cultura si manifesta in tutte le sue forme elevate. Ho vissuto il master sull’immagine contemporanea della scuola di alta formazione di Fmav come un’esperienza importante e delicata, perché ha rappresentato un periodo di cambiamento del mio linguaggio artistico, anche grazie a un approfondimento teorico e pratico delle mie conoscenze». La modenese Sara Sani ha un percorso differente: «Provenendo dall’ambiente della moda e commerciale il master ha cambiato totalmente la mia visione fotografica. La direzione della mia ricerca artistica in questi due anni è stata indirizzata verso tematiche più personali e mi ha portato a sperimentare con tecniche differenti grazie ad alcuni dei docenti che mi hanno affiancato e sono diventati dei punti di riferimento nel mio percorso». Nicola Biagetti, 25 anni, bolognese, spiega infine che «il mio percorso all’interno della scuola di Fmav mi ha permesso di comprendere meglio i significati del linguaggio visivo attraverso la sperimentazione e il confronto con gli altri studenti e professori. Una crescita anche per quanto riguarda la concretizzazione di un pensiero e l’approfondimento di una ricerca teorico visiva».

La mostra del Mata comprendere anche una seconda sezione con opere degli studenti del primo anno del master: Veronica Alessi, Federica Bassi, Roberta Gennaro, Greta Grasso, Elisa Moro, Paolo Munari Mandelli, Alessio Pecorari, Fabrizio Previti, Fiorenza Triassi e Beatrice Zerbato. —

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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