«Così voglio mettere in risalto il volto nascosto del nostro secolo
Natillo, poetessa e musicista, presenterà il suo libro il 18 ottobre «Attraverso i versi ci si può confrontare a tutto campo con la vita»
L’INTERVISTA / 2
«“Coltivo Ortiche” è una raccolta di frammenti di idee che vogliono mettere in risalto il volto nascosto del nostro secolo attraverso un’analisi intima della ragione che si meraviglia ancora delle cose belle». Alessia Natillo, poetessa modenese vincitrice di MArtelive 2019, nonché pianista, compositrice e musicoterapeuta, sintetizza così il suo nuovo libro, edito da A.Car, che il 18 ottobre, alle 18.30, verrà presentato a Buk Festival all’ex Aem.
Come nasce “Coltivo Ortiche”?
«Nasce da estratti dove letteratura e vita sembrano cercare altre istanze per dare spazio a uno sguardo smarcato da pietismi troppo facili».
Quali le fonti di ispirazione?
«Frammenti di idee, emozioni, pensieri che portano a galla ciò che abitualmente è nascosto, ribaltando il concetto che abbiamo di contraddizione, sofferenza e di non realtà».
Essere musicista ha influenzato la sua poetica? Quanto?
«Tanto, tantissimo. La poesia è come la musica, ha colore e corpo: basta saperla ascoltare. Si potrebbe rifare in versi anche una sinfonia di Beethoven, paradossalmente: poesia e musica godono della vertiginosa o apparente immobilità dello spazio in cui si muovono».
Quando ha iniziato a scrivere?
«Durante l’adolescenza dando spazio alla mia forte urgenza di imprimere in versi le emozioni sentendomi sia protetta sia preda della mia stessa coscienza».
Qual è la funzione della poesia oggi?
«Penso che la poesia debba chiedere il pensiero a chi è capace e sente la necessità di leggere in controluce un mondo che porta le tracce e i discorsi di un concetto di libertà difficile da cogliersi, ma che ancora ha la capacità di rinnovarsi».
Perché nei giovani c’è una riscoperta della poesia?
«Attraverso la poesia ci si può confrontare a tutto campo con vita, attualità, temi privati e humus sociale chiamando i lettori all’uso delle facoltà critiche e provocandone uno sguardo diverso, non usuale, più universale, capace di far prendere distanza da se stessi».
Quali sono i poeti e i musicisti che apprezza di più?
«Sylvia Plath e Anne Sexton. Come musicista Gustav Mahler, le sue sinfonie sono dei capolavori assoluti, e hanno accompagnato alcune fasi cruciali della mia vita».
Progetti futuri?
«Mi piace pensare al presente. Questo mio quarto libro è già un grande traguardo per me poiché credo si possa leggere un’Alessia diversa, fausta e dolente ma che si inchina alla vita, brillando anche laddove non sorge il sole». —
p.d.
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