«Il mio “corto” vuole spingere a dire basta alle violenze»
Francesco Zarzana presenterà in anteprima venerdì al San Carlo il suo cortometraggio “Conciliare stanca” con Carmen Di Marzo
Nell’ambito del Galà di Buk Festival 2020, venerdì presso la Chiesa di San Carlo a Modena alle 21 (ingresso gratuito con invito), sarà presentato in anteprima il cortometraggio "Conciliare Stanca" scritto e diretto da Francesco Zarzana, interpretato dall’attrice Carmen Di Marzo e prodotto da Modena Buk Film Festival con l’Associazione Progettarte.
Girato interamente a Modena con generosi sguardi sulla città, è concepito come un racconto in prima persona: voce narrante è Lidia, una donna come tante altre, con un’esistenza apparentemente tranquilla, una casa, un lavoro, un uomo. Una donna colta, sensibile e intelligente, interpretata dalla poliedrica attrice Carmen Di Marzo .
“Conciliare stanca” Perché questo titolo?
«Perché mi sono immaginato una donna "stanca", che finalmente comprende che non deve più essere conciliante, che non deve più fare finta che tutto vada bene perché solo questa stanchezza sana la potrà salvare».
Da dove le è venuta l’idea? «Dall’omonimo testo che ho scritto e portato in teatro anni fa con l’attrice Caterina Vertova. Avevo raccolto cinque storie realmente accadute di violenza di genere e negli 11 minuti di cortometraggio ho deciso di raccontarne la fine di una, immaginandomi però un finale diverso, impossibile, ma efficace per la sua necessità». Come racconta la violenza nel suo cortometraggio?
«La racconto attraverso una frase che la protagonista scrive in una lettera di denuncia che invia a se stessa: “L’acqua sporca non fa rumore quando si mescola con quella pulita”. Questa lettera, che Lidia, la protagonista, non invierà mai, vuole essere un testamento rivolto alle donne affinché si stanchino di conciliazioni e denuncino la violenza prima che sia troppo tardi».
C’è un motivo perché ha scelto l’attrice Carmen Di Marzo per il ruolo di Lidia?
«Ho fortemente voluto questa attrice campana non solo per la sua immensa bravura ed espressività ma perché so che nel suo percorso artistico si è relazionata a fondo con questo tema che le sta particolarmente a cuore, mettendosi anche dall’altra parte, interpretando il ruolo di chi la violenza la fa».
Anche per le musiche originali del corto ha scelto una compositrice donna?
«Assolutamente si, le musiche prendono per mano lo spettatore e lo accompagnano nella narrazione insieme alla voce fuori campo della protagonista.Sono di Chiara Troiano, una talentuosissima compositrice catanzarese di appena 18 anni »
Che tipo di distribuzione avrà il cortometraggio?
«Il film è distribuito dalla Premiere film che lo ha iscritto ai più importanti festival internazionali. Mi auguro che a breve possa avere una distribuzione dedicata alle scuole». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
