Gazzetta di Modena

la biografia 

Non solo cronista di razza fu tra i primi giornalisti esperti di enogastronomia

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Paolo Monelli nacque a Fiorano Modenese nel 1891, dopo la laurea in Legge, prese parte alla Prima guerra mondiale come ufficiale degli Alpini. Approdò al giornalismo nel 1914 lavorando nella redazione del quotidiano bolognese “Il Resto del Carlino”; dopo la guerra iniziò a collaborare con “La Stampa”, il “Corriere della sera” e “La Gazzetta del popolo”. Prese parte alla campagna di Etiopia e alla Seconda guerra mondiale come inviato. Nel 1963, dopo l’annullamento di un precedente matrimonio sposò Palma Bucarelli (storica dell’arte e per lungo tempo direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma), con la quale ebbe anche un importante sodalizio intellettuale. Oltre all’attività giornalistica, Paolo Monelli vanta un’ingente produzione letteraria avendo pubblicato numerosi romanzi e saggi storici. I suoi ultimi scritti (soprattutto articoli) risalgono a metà anni Settanta. Dopo una lunga malattia invalidante, muore a Roma nel 1984. Due anni prima aveva donato alla Biblioteca statale Antonio Baldini di Roma la sua collezione privata (circa 11.000 volumi) e l’archivio personale. Scrisse di lui il New York Times il 20 novembre nel 1984: «Paolo Monelli, per mezzo secolo uno dei più illustri giornalisti e noti scrittori italiani, è morto oggi all'età di 93 anni. Nella prima guerra mondiale prestò servizio nell'élite della Brigata Alpina e fu fatto prigioniero. Nella seconda guerra mondiale fu imprigionato dai fascisti. Queste esperienze hanno costituito la base dei suoi libri più noti, "Toes Up", le sue memorie sulla Brigata Alpina e "Mussolini: The Intimate Life of a Demagogue".



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