Torna “Il cinema invisibile” ventun perle in prima visione
MODENA
Inizia domani al Filmstudio 7/B di via Nicolò Dell'Abate, la rassegna “Il cinema invisibile” con ben 21 film d'autore, quasi tutti in prima visione, accomunati dall'essere ai margini del mercato commerciale. Grande la preponderanza dei film europei, ma non mancano film extraeuropei. Da segnalare il canadese “Matthias & Maxime” dell'autore Xavier Dolan, tormentato viaggio interiore di due ragazzi, che inaugura la stagione alle 21 di domani; il neozelandese “They shall not grow old”, documentario sulla Prima Guerra Mondiale del celebrato Peter Jackson; l'algerino “Non conosci Papicha” di Mounia Meddour Gens, su una studentessa che sogna di diventare stilista mentre infuriano repressione e guerra civile; l'americano “Galveston” (ma la regista è la francese Melanie Laurent), western moderno, torbido e malinconico sul rapporto tra un sicario e una escort, solo per citarne alcuni.
La grande maggioranza dei film proviene dall'area europea, soprattutto franco-belga. Ecco allora “I Miserabili” di Ladj Ly, che rielabora Victor Hugo in una storia di banlieue che non fa prigionieri; l'esilarante commedia “Gamberetti per tutti” di Maxime Govare e Cédric Le Gallo, protagonista una squadra di pallanuoto gay; il fantascientifico “High life” di Claire Denis, ipnotico e sensuale omaggio a Kubrick; il femminista “Quattro vite” di Arnaud des Pallieres, ritratto di donna in quattro movimenti rimescolando il tempo e la cronologia; l'imperdibile “Cosa resta della rivoluzione” di Judith Davis, commedia brillante che indaga sulle utopie rivoluzionarie a partire da una eroina donchisciottesca e tanti altri ancora.
Per i film italiani da segnalare “La volta buona” di Vincenzo Marra, che racconta con afflato neorealista la vicenda di un procuratore sportivo che scopre un talento calcistico in Uruguay; il lodato “Favolacce” dei fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo, ambientato nel quartiere di Spinaceto trattato con gusto dell'orrido piegato al grottesco; lo scomodo “Nour” di Maurizio Zaccaro, che riflette senza retorica sui migranti in arrivo a Lampedusa con focus su un pronto soccorso; il delicato racconto di formazione “Picciridda” di Paolo Licata, storia di una bimba di 11 anni abbandonata dai genitori emigrati in Francia e cresciuta dalla nonna. Si chiude con una produzione italo-tedesca, “Stay still” di Elisa Mishto, rapporto tra due donne anarchiche, una “folle” e una infermiera che si ribellano alle convenzioni della società.
In tutti questi film si piange, si ride, ci si appassiona, soprattutto si cerca di riflettere su noi stessi e il nostro rapporto con gli altri. Ingresso 6 euro per tutti e 5 euro per gli under 30. —
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