Gli States, la Cina, la salute, l’istruzione A confronto scienziati, intellettuali e politici
Tre giorni di incontri al Teatro Storchi e al Bper Forum Monzani
ILPROGRAMMA
«Il nostro obiettivo è costruire un’interlocuzione dinamica e molto densa. Un dialogo tra pubblico e relatori che sia fruibile tanto in presenza quanto da casa. Il festival coinvolgerà non soltanto buona parte degli autori che hanno partecipato al progetto editoriale Il mondo dopo la fine del mondo. Abbiamo infatti pensato di chiamare anche cinque giovani professionisti tra i trenta e i quarant’anni, assai competenti nel proprio campo ma poco conosciuti».
Così l’editore Giuseppe Laterza durante la presentazione di “Laterza Agorà”, innovativo festival del pensiero in calendario da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre. Dove? In due luoghi simbolo dell’attività culturale all’ombra della Ghirlandina: il Teatro Storchi e il Forum Monzani. Ma anche in diretta streaming.
Nato per volontà della casa editrice di Bari fondata nel 1901 da Giovanni Laterza, il festival è prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione in tandem con il Comune di Modena. E può contare sul supporto di Bper Banca nonché di Fondazione Modena. «Mantenere la città al centro delle riflessioni è essenziale. Abbiamo bisogno di fissare punti di impegno sempre più alti» esordisce il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. «Il pensiero deve essere elevato ragionamento – aggiunge poi - In che modo? Coinvolgendo i nomi importanti della cultura e della scienza». Detto fatto. Marta Dassù, Federico Rampini, Paola Dubini, Stefano Boeri, Chiara Saraceno, Massimo Gaggi… ecco alcuni dei nomi importanti che, a partire dalle 17 di venerdì 30 ottobre, porteranno alta la bandiera del pensiero in un momento in cui l’agire non può prescindere da una riflessione puntuale.
Rapida ma anche strategica. «Come amministrazione ci siamo assunti l’impegno di stare dentro al cambiamento – promette Muzzarelli – Lo sforzo è enorme. Serve un pensiero in prospettiva ma è necessario anche accelerare l’azione per affrontare le priorità, sicurezza in testa. Modena è una città del mondo. Quello stesso mondo messo in ginocchio dal Covid cui vogliamo rimanere agganciati. È questa la grande sfida».
Anche il festival targato Laterza ha il sapore di una grande sfida. Summa di un progetto in grado di rivoluzionare la produzione editoriale, il percorso battezzato Il mondo dopo la fine del mondo ha mosso i primi passi durante il lockdown creando momenti di incontro su più fronti grazie all’uso, tra l’altro, di podcast e video-dialoghi (parola d’ordine: pluralità dei canali di comunicazione). Per tradursi quindi in un libro che, presente sugli scaffali da giovedì, vanta il contributo di cinquanta autori provenienti da ambiti diversi.
Il titolo? Il mondo dopo la fine del mondo, of course. Un titolo ricorrente che si lega anche alla programmazione Ert di cui il presidente Giuliano Barbolini ribadisce il ruolo di “bene comune al servizio del pubblico”. «Questo festival è la dimostrazione di quanto sia rilevante il teatro per la nostra comunità – chiosa Claudio Longhi, direttore Ert in procinto di migrare al Teatro Piccolo di Milano- Viviamo a cavallo di uno strappo. Mai come ora la forma si rivela essenziale per veicolare il nuovo pensiero».
Un pensiero linfa di un festival che si preannuncia tutto fuorché già visto. «Non sarà uno show dettato da ritmi televisivi. Ma si rivelerà comunque spettacolare» garantisce Laterza.
Il compito di condurre l’evento (prevista in carne ed ossa circa la metà dei relatori) è stato affidato ad Andrea Gerli e Chiara Paduano, giornalisti di Rai News24. Che condivideranno il palco non soltanto con “i pensatori” ma anche con attori pronti ad offrire il meglio di sé in termini di letture e scampoli drammaturgici.
Protagonisti saranno inoltre alcuni volti di peso della politica. Tra cui Stefano Bonaccini ed Enrico Letta.
Nella rosa degli autori del libro, Letta era atteso ieri in Comune in diretta streaming. Ma ha dato forfait causa impegni post Dpcm. «I temi sul piatto sono numerosi, le domande ancor di più. Ne scelgo una tra le tante: il Covid ha segnato davvero la fine della globalizzazione? Parleremo molto di Europa. Sono dispiaciuto che Enrico Letta non abbia potuto collegarsi. È stato tra i primi ad aderire al progetto– sottolinea Laterza – Sin dall’esordio il suo saggio si fa carico di un messaggio forte: dalla crisi più violenta deve nascere l’Europa potenza. Un’esigenza definita dallo stesso Letta pressante. Ma che si scontra con la realtà attuale. L’Europa infatti, reduce da quattro crisi, di cui la prima finanziaria e le altre portate a corredo da terrorismo, rifugiati e brexit, appare sempre in ritardo. Ed è su questa Europa smarrita e fragile che si è abbattuto il coronavirus». —
ADM
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
