Cosa resterà degli anni ’80 La Modena di Soragni tra osterie e personaggi
«Il bagno nella fontana del Graziosi, le sigarette comprate di notte allo Shilling’s In San Francesco sembrava di essere a Parigi e quella solidarietà tra ragazzi»
Enrico Ballotti
La domanda, oggi come in quel 1989, è sempre la stessa. A porla, chitarra alla mano, Raffaele Riefoli. Un nome che ai più potrebbe non dire niente ma che per alcuni porta dritto a un cantante, Raf, e a una canzone che nel ritornello recitava, più o meno, “cosa resterà di questi anni ’80?”.
Cosa resterà, cosa è rimasto. In Italia e in particolare a Modena. Una domanda che ritorna grazie alla Panini. La casa editrice cittadina è pronta a proporre questo venerdì un’edizione speciale della rivista Cioè, principalmente dedicate alle ragazze, e pronta a festeggiare i primi 40anni. Un tuffo nel passato, in quel decennio, nei suoi personaggi. Da Miguel Bosè a Renato Zero, dai Duran Duran agli Spandau Ballet per esempio. Senza dimenticare lo sport: l’Italia Mundial del 1982.
«Quella sera di luglio eravamo tutti in Largo Garibaldi, immersi nella fontana del Graziosi. Facevamo compagnia, bagnati, alle statue di Secchia e Panaro». La voce è quella di Daniele Soragni, modenese doc, oltre che prima firma di Tv Sorrisi e Canzoni. Giornalista e autore di trasmissioni televisive come Emilio o Scherzi a Parte. Profondo conoscitore del Festival di Sanremo, vincitore di tre Telegatti. Una vera icona del giornalismo e del costume. Interlocutore perfetto, e d’eccezione, per raccontare quegli anni ’80. Modenesi e italiani.
«I miei anni ’80 fanno rima con Gazzetta di Modena. Avevo il sogno di approdare a Milano, di fare il giornalista in quella città glamour e ricca di fascino. Per farlo, dopo un’esperienza a Il Giornale di Montanelli, sono passato alla Gazzetta. I primi soldi e poi il grande salto. Da cornice una città che, ovviamente, era diversa da quella attuale. Bisogna, però, essere sinceri: quando si racconta del passato si finisce, inevitabilmente, per essere condizionati dall’età che si aveva in quel periodo. Mi spiego: negli anni ’80 ero giovane, avevo tanti amici, una bella ragazza al mio fianco. Fatico a non dire che ero felice. Felice in questa città, col sogno milanese che raccontavo, ma felice di stare a Modena. Dove il figlio dell’operaio si trovava al mitico Bar Italia, o al Bar Diana, in compagnia del primogenito della famiglia importante. Insieme si giocava a carte, si discuteva di tutto e di più. Tra i giovani c’era una grande solidarietà. Ecco questo mi ricordo: la solidarietà».
E poi personaggi e luoghi da non dimenticare: «Non c’erano più le personalità clamorose degli anni ’60, quelle capaci di dare vita al Beat modenese. Allo stesso tempo, però, non mancavano gli artisti e le persone con la testa. Già, con la testa. Adesso ne vedo un po’ meno. E poi il Picchio Rosso e il Picchio Verde. Il Charlie Max e lo Snoopy. Una Modena piena di vita con i suoi locali e le sue osterie sempre colme e fucine di idee. In San Francesco sembrava di essere in un luogo magico. Una piccola Parigi, una “rive gauche” con la Ghirlandina sullo sfondo. Posso fare l’elenco delle già citate osterie? Santa Chiara, la Francescana che non era di chef Bottura, ma delle cugine Sandra e Doris. La Ruggera di Adriano Malavasi, oste, poeta scrittore, geometra e viaggiatore. In Fiat 500 in giro per il mondo con Giò Barbieri e Paolo Fiorani, credo arrivarono fino a Bali partendo dal centro di Modena. Pensate chi si poteva incontrare attraversando solamente la strada. Quelli erano gli anni ’80. E poi perché non citare lo Shilling’s. Sì, proprio un night. Arrivavo a notte inoltrata, compravo le sigarette e guardavo queste ragazze bellissime, irraggiungibili. Le guardavo, poi andavo a casa a dormire (ride, ndr)».
Modena, si diceva, ma non solo: «Beh, già più volte ho nominato Milano - continua Soragni - quando sono arrivato a Tv Sorrisi e Canzoni mi si è aperto un mondo nuovo. Ho conosciuto tutti i protagonisti del mondo dello spettacolo, alcuni sono diventati amici. Un ricordo, però, vorrei dedicarlo a Corrado Mantoni. Il Corrado della Corrida, presentatore, speaker e fedele compagno di molti italiani. Un professionista super, ironico e intelligente. Nell’album dei miei ricordi metto anche lui, insieme alle osterie, agli amici come il pallavolista Paolone Montorsi. Con loro anche Renato Zero e Vasco, ma questa è un’altra storia… Sempre degli anni ’80 però…». —
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