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Serena Arbizzi

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Serena Arbizzi

Una mostra tutta da toccare. Si chiama “Volti celati”. Ed è la nuova proposta della Space Gallery di via Sbrilanci a Carpi che, dopo aver “lanciato in orbita” un quadro e presentato diverse esposizioni originali, ospita adesso Giuseppe Trentacoste. Ex pugile, residente vicino a Firenze, l’artista ha sempre avuto la passione per la pittura e, spesso, gli capitava di essere paragonato ad altri artisti. Finché un giorno ha preso i sacchi di juta che racchiudono il caffè e attraversano l’oceano ricchi di quei chicchi che finiranno nella tazzina. E li ha trasformati negli oggetti più variegati e, soprattutto, in volti. Volti che potranno anche essere toccati dai non vedenti, grazie all’iniziativa degli organizzatori di Space Gallery, Angelo Malara e Lorenzo Barchiesi, che hanno contattato l’Unione Italiana Ciechi di Modena.

«La personale di Giuseppe Trentacoste è un viaggio che parte da molto lontano - racconta Malara - Inizia dai sacchi di caffè che arrivano da oltre oceano, usati e poi sbattuti al suolo, come i pugili quando incassano a fine carriera. I campioni si rialzano e l’artista nel suo estro rialza il sacco dandogli nuova vita. A noi piace rievocare le storie che riecheggiano ancora tra le pieghe della juta. Storie di braccianti nei lontani campi dello Yucatan o del Brasile. Avvicinandoti alle opere puoi sentire l’odore del lungo viaggio, del mare, della pelle bruciata dal sole».

E ancora: «Puoi osservare il chiaroscuro dei volti e toccare le pieghe, ammirare i timbri e i passaporti che parlano di questo viaggio. E toccando la tela puoi assaporare la tensione del campione che si esprime con rinnovata fantasia per tirare il colpo finale, l’ultimo passo che rende l’opera compiuta, che porta la juta a nuova vita, che porta sul podio il peso della fatica per essere arrivato fino qui, che il cavo di questa galleria alleggerisce per restituire a te spettatore la bellezza e l’unicità di queste esclusive opere».

Attraverso il suo impegno nella Banca delle visite, Malara da sempre presta attenzione alla diversità. «Ho visto le opere e ho riflettuto: se rimangono mesi fuori e non subiscono gli effetti di agenti esterni, perché non possono essere toccate? Così, una volta ottenuto il benestare dell’artista, abbiamo deciso di farle anche toccare nella nostra galleria. Questa mostra sarà dedicata anche ai non vedenti. Per comunicare questa possibilità, ho contattato la sezione modenese dell’Unione Italiana Ciechi, dove il progetto è piaciuto subito ed è stato comunicato a tutti gli associati. Da parte nostra, ci daremo da fare per garantire visite personalizzate. Il titolo della mostra è “Volti celati”, come i sacchi di juta, celati finché un percorso non li renderà noti».

La mostra pone anche l’accento sul tema del riciclo. «Invece di buttare i sacchi di juta, Borghi ha acconsentito a tenerceli da parte - rimarca Malara - Crediamo che sia un bellissimo messaggio e pensiamo che chi è sensibile all’ambiente possa apprezzare questa forma di riciclo che non è affatto scontata. Così come non è stato facile trovare soggetti che tenessero da parte i sacchi».

Non è l’unica partnership su cui Space Gallery sta lavorando. «Abbiamo instaurato i contatti necessari perché le opere possano stimolare anche... l’olfatto - sottolinea Malara - Stiamo lavorando perché in via Sbrilanci arrivi anche un’esperta di profumi, Brame di Modena. L’idea è quella di spruzzare profumi sulle tele o di installare un cono olfattivo sotto i profumi che meglio si abbinano all’opera. Ad esempio, il carbonaio verrà accompagnato da note di profumo grevi e spigolose. Mentre il fisico con il capello un po’ matto sarà di certo caratterizzato da essenze diverse. Quanto ci piace è mettere in risalto la contaminazione di vari sensi. E crediamo che possa essere un’esperienza ricca di significato anche per i non vedenti che parteciperanno, potranno toccare i volti e sentire i profumi».

Per le opere di Trentacoste, inoltre, si potrebbero profilare altre occasioni di visibilità a Carpi. «Insieme all’assessore alla Cultura Davide Dalle Ave stiamo ragionando sulla copertura di edifici monumentali tramite le opere - conclude l’organizzatore - Inizialmente, il nostro sogno sarebbe stato rivestire il Torrione degli Spagnoli con un’installazione intervallata da volti. Sullo stile del telo di Mimmo Paladino a Modena. Credo che sul Torrione sarà complesso per ragioni burocratiche, ma valuteremo insieme all’amministrazione altre opzioni».

Lo staff di Space Gallery, poi, ogni giovedì, alla “Bottiglieria” di Carpi, a partire dalle 19, dà vita a serate a tema “Arte e impresa”, in calendario fino alla fine dell’anno. —

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