Gazzetta di Modena

Addio a Marco Santagata Il mondo della letteratura perde un vero gigante

Michele Fuoco
Addio a Marco Santagata Il mondo della letteratura perde un vero gigante

Aveva 73 anni ed era malato da tempo. Il Covid ha fatto precipitare la situazione Il figlio Andrea: «Sarà sepolto a Zocca. Teneva molto a ritornare alle sue origini»

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Michele Fuoco

Non ce l’ha fatta Marco Santagata contro una inesorabile malattia aggravata dal Covid e, ieri mattina, ha cessato di vivere all’ospedale di Pisa, dove era ricoverato. L’Italia e il mondo della cultura perdono così uno scrittore, un docente universitario, un critico letterario e un dantista di grande valore oltre che uno dei massimi esperti della lirica italiana, da Petrarca a Leopardi. Poche settimane fa, in ottobre, era atteso a Poesia Festival, per parlare dei suoi amati Dante, Petrarca e Boccaccio, ma precarie condizioni di salute lo avevano costretto a rinunciare.

Nato a Zocca, 73 anni fa, Santagata lascia la moglie Cristina Cabani, docente a Pisa, e i figli Andrea, Paolo, Elena e Alessandro. A Modena vivono la sorella Giovanna e il fratello Giulio, ministro nel governo Prodi. I funerali si svolgeranno sabato a Zocca. «Mio padre ci teneva a tornare alle origini» rivela il figlio maggiore, Andrea, manager della Mondadori. L’ultima volta che ha visto suo padre era già ricoverato a Cisanello. «Cercava di rispondere ai familiari e agli amici più cari. Si sentiva che era affaticato. Ho incontrato papà di persona dopo le vacanze. Avevo appena fatto il tampone ed ero negativo. Quello era il momento di vederlo nella massima sicurezza. Mio padre è sempre stata una persona di spirito. Gli piaceva la vita, era un autentico emiliano. Quelli che cercano di prendere le cose non dico con ottimismo, ma senza drammatizzare. Ovviamente negli ultimi tempi la salute gli dava molti pensieri. Era consapevole della gravità della situazione. Il coronavirus è stato una sfortuna, ma in realtà è stato tutto il resto a far precipitare un quadro compromesso».

Il mondo della cultura, e non solo, è in lutto, perché Santagata è stato uno dei più eminenti studiosi, a livello internazionale. Cordoglio del sindaco Muzzarelli che, insieme all’assessore Bortolamasi e al presidente del Consiglio Poggi, ricorda «un intellettuale vero, raffinato e generoso, che ha sempre mantenuto un rapporto affettuoso e fecondo con la sua terra d’origine, con la quale ha avuto un legame vivo e sincero». «Ha saputo utilizzare la sua profonda conoscenza – sottolineano il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore alla cultura Mauro Felicori - sia per produrre saggi e pubblicazioni scientifiche, sia per creare romanzi che portavano la poesia nella vita contemporanea e quotidiana di tutti noi. Ha mantenuto negli anni un legame profondo e fattivo con la sua terra d’origine, sfociato in significative collaborazioni con le realtà culturali del territorio». Per il sindaco di Pisa Michele Conti «le sue attività di studioso sono state motivo di orgoglio per l’ateneo e per l’intera città. Mi auguro che potremo trovare il modo per ricordare il valore dei suoi studi, organizzando a Pisa un appuntamento nel 2021, per il 700esimo anniversario della morte di Dante». Docente all’Università di Pisa, ha insegnato anche alla Ca’ Foscari di Venezia e alla Facoltà di Magistero di Cagliari. Ha diretto l’Istituto di letteratura italiana. La sua notorietà anche oltre i confini nazionali, tanto da essere chiamato in atenei di grande prestigio, come la Sorbona a Parigi, l’Università di Ginevra, di Nancy, di Ginevra, la Unma di Città del Messico…Forte la sua capacità di testimoniare, con una profonda ricognizione nel nostro patrimonio letterario, la grandezza senza limiti di autori italiani. Totale la dedizione all’opera di Dante, Petrarca e anche Boccaccio, con pubblicazioni che acquistano valore di esperienza di meraviglia e di curiosità. Per Meridiani Mondadori ha curato l’edizione commentata delle “Opere” di Dante. Del filologo di Zocca sono anche “L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante” (Il Mulino, 2011), la biografia “Dante. Il romanzo della sua vita”, nel 2012, “Il racconto della Commedia. Guida al poema di Dante” (Mondadori) nel 2017, in cui offre la vera dimensione della figura del poeta, tanto complessa quanto armonica, aperta a tutti gli interessi del suo tempo, della vita intellettuale e sociale, con la capacità di comporre in unità i tanti problemi del Medioevo nel campo del pensiero, della scienza, della politica, della vita pubblica e della poetica.

La sua analisi diventa accurata e originale nell’affrontare Petrarca a cui dedica, nel 2014, “L’amoroso pensiero” (Mondadori), che è il “Canzoniere” diventato romanzo, dove Santagata penetra e traduce una poesia difficile nella lingua contemporanea, per rendere più accessibile un testo lirico, diventato per gli amanti d’Occidente una vera fonte per esprimere le ragioni del cuore. «Petrarca – sostiene l’italianista – è il poeta del desiderio che è la parola chiave che ne spiega la persistente modernità». Le parole che il poeta esprime nei confronti di Laura sono diventate, spesso, quelle degli innamorati di sempre. Attenzione anche per Boccaccio, di cui coglie, nel libro Mondadori (2019), “fragilità di un genio” multiforme, attratto dai più diversi aspetti del sapere, dalla sperimentazione, da un gran numero di generi letterari e si è adoperato a diffondere la letteratura in volgare. Tra i numerosi saggi di Santagata, anche quelli dedicati a Leopardi e alla poesia italiana tra Otto e Novecento.

Costante il confronto con la scrittura, anche da romanziere. E con il romanzo “Il Maestro dei santi pallidi” (Guanda) ha vinto, nel 2003, il Premio Campiello; con “L’amore in sé”, nel 2006, il Premio Stresa di Narrativa; con “Come donna innamorata” è, nel 2015, nei finalisti del Premio Strega. Premi importanti anche come autore di pubblicazioni scientifiche: nel 1979, Premio nazionale “Luigi Russo”, per la critica letteraria; nel 1993 il Premio di Storia Letteraria “Natalino Sapegno”; nel 2007 il Premio “ Carducci”.



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