Gazzetta di Modena

A casa con gli Este / Quando Bacco consolò Arianna

Martina Bagnoli*
A casa con gli Este / Quando Bacco consolò Arianna

Il dio del vino avanza verso lo scoglio dove geme e si dispera la figlia di Minosse abbandonata da Teseo

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Bacco era nato dall’unione di un dio, Giove e di una mortale, Semele. Morta la madre, uccisa dal padre prima del parto, il feto è salvato dallo stesso Giove che se lo cuce nella coscia.

Vita rocambolesca ancor prima di iniziare quella di Bacco, che crescerà avventuriero e traverserà l’Oriente per raggiungere la Grecia ovunque portando conoscenza, ebrezza e confusione; perché si sa, Bacco è il dio del vino. Nel suo vagabondare, Bacco arriva nell’isola di Nasso dove trova la bella Arianna.

È questa la scena che descrive con sapiente maestria Jean Boulanger, pittore francese al servizio del Duca di Modena Francesco. A Sassuolo, tra parchi e boschi, Francesco si era fatto costruire un palazzo con una lunga galleria tutta dedicata al dio del vino. Tutta la vita di Bacco vi è raffigurata, ogni festa, ogni delitto, ogni avventura. Tra queste anche l’incontro con Arianna.

Il dio è appena sceso dalle grandi navi e procede con il suo seguito. Un fauno porta un ramo di vite, lo segue un attendente con bricco e calice. Il procedere sicuro di Bacco sembra dettato da Cupido che aleggia in alto sul mare e indirizza il dio in avanti, dove su uno scoglio geme e sospira Arianna.

Lontano all’orizzonte si scorge una nave. È il vascello su cui si allontana Teseo, vincitore del Minotauro e sciupa femmine. Teseo aveva convinto Arianna ad aiutarlo con la promessa di amore eterno ma, invece, l’abbandona appena può e su un’isola per giunta!

Bacco farà dimenticare Teseo ad Arianna in quella che non sarà certo l’ultima delle sue avventure. Passeggiando lungo la sua bella galleria, Francesco le vedeva scorrere tutte.

Boulanger le dipinse sul muro ma facendo finta che fossero preziosissimi arazzi. Per renderli ancora più veri, puttini dispettosi ne alzano i bordi e ci si nascondono dietro. Come qui, dove vediamo un giardino emergere sotto lo scoglio di Nasso.

Finzione su finzione, divinità inventate su arazzi fittizi appesi a una balconata immaginaria, aperta su un giardino dipinto. Meraviglie della pittura: saper fare di finzione realtà. —



* DIRETTRICE GALLERIE ESTENSI

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