Gazzetta di Modena

vignola 

Il circolo che porta alla “Ribalta” tutte le espressioni dell’arte

PAOLA DUCCI
Il circolo che porta alla “Ribalta” tutte le espressioni dell’arte

In 10 anni lo spazio ha dato ospitalità e performance, teatro, musica, cinema  «La nostra missione è diventata quella di ribaltare il nostro destino al bisogno»

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PAOLA DUCCI

Non lontano dal castello di Vignola, sulle lievi pendici che degradano verso il Panaro c’è un vecchio stabile, una volta adibito a lavatoio comunale, dove ora ha sede il "Ribalta", mitico circolo Arci conosciuto da tutti i vignolesi e non solo, che quest’anno festeggia i suoi 10 anni di vita.

«C’è qualcosa nel nome che segna il nostro percorso – afferma Gianni Viterale - presidente del circolo – quello in cui abbiamo sempre creduto negli anni è stata la necessità di “ribaltare il nostro destino al bisogno”, non arrendendoci mai di fronte alle difficoltà, nemmeno a quelle che ci ha messo di fronte quest'anno la pandemia da Covid -19».

“Ribaltare il Ribalta” è stato infatti il Fil Rouge che ha condotto questo circolo culturale attraverso i suoi primi 10 anni di storia, offrendo uno spazio urbano, inconsueto, ma ecclettico e poliedrico, all’arte, alla musica, al cinema, al teatro e a tutte le arti performative di ogni genere. «Il Ribalta è un progetto culturale nato nel 2010 -continua il presidente- e fin dalle sue origini è stato il frutto di tanto lavoro volontario compiuto da persone appassionate e assetate di musica e cultura. Abbiamo privilegiato da subito un percorso alternativo alle logiche del commercio, del mercato e del mainstream, definendoci con orgoglio un circolo indipendente, grazie anche alle possibilità che abbiamo avuto negli anni di autoprodurci alcune centinaia di iniziative tra musica, teatro, cinema, libri, e arte in ogni forma ed espressione». Non si può dire che gli artisti che sono passati di lì in questi anni non abbiano lasciato un segno, nel vero senso della parola. Le pareti del circolo trasudano arte con le opere primigenia di Ericailcane e Blu arricchite negli anni da quelle degli artisti modenesi Andrea Chiesi, Stefano Ricci, Marino Neri e Roberto Baldazzini. A detta del presidente la parola d'ordine è sempre stata "accoglienza" e questo atteggiamento vincente ha portato nel piccolo circolo di periferia nomi importanti del panorama artistico e musicale non solo locale, ma anche nazionale e internazionale. «L'incontro con Andrea Chiesi - ricorda Viterale - è uno di quei rari casi in cui si è baciati dalla buona sorte per chi come noi aveva in mente i "Taccuini del Consorzio produttori indipendenti" di metà anni '90. Un paio di performance restano e si fissano nel libro dei ricordi. Ma da non dimenticare - continua- furono anche gli incontri con il bassista Gianni Maroccolo che chi ha amato i Litfiba negli anni '8o non può non ricordare con il suo doppio concerto dal titolo "Nulla è andato perso", per noi una delle esperienze più mistiche». Ma tanti altri sono i nomi famosi che sono passati da Vignola grazie al Ribalta: il tastierista Antonio Aiazzi, il cantautore Andrea Chimenti e poi ancora il poliedrico GianCarlo Onorato e Cristiano Godano, cantautore e chitarrista italiano, noto principalmente per la sua attività con il gruppo rock Marlene Kuntz, di cui fu anche fondatore. Ma sulle pareti balzano all'occhio le foto ricordo con la bella Mara Redeghieri e addirittura con Blaine L. Reininger, leggendario fondatore dei Tuxedomoon. Ora però, al compimento del decimo anno, il circolo vignolese si trova in difficoltà come tutto il mondo della cultura e della musica, del resto i settori più colpiti dalla pandemia. Per continuare a vivere i fondatori hanno deciso di buttarsi in una campagna crowdfunding ormai prossima alla scadenza con il mese di novembre.

«Il virus non ci fermerà - conclude il presidente Gianni Viterale - per festeggiare il nostro compleanno abbiamo deciso di produrre una raccolta di 28 brani musicali in un doppio CD targato "Ribalta", contenente sia brani famosi che inediti, realizzati da musicisti che hanno deciso di non lasciare morire il nostro progetto. Il tutto corredato da un libro di foto e racconti con tante storie che parlano di noi e gadget vari. Il ricavato del primo step servirà per stampare fisicamente i materiali per le ricompense. Se si raggiungerà questo primo obiettivo successivamente ci saranno altri step, per creare una “cassa comune” da devolvere ai musicisti che hanno partecipato all’iniziativa e non fare spegnere le luci del "Ribalta"» .

Per chi volesse contribuire può andare sul sito www.ideaginger.it/progetti/ribaltiamo-la-musica.html' e fare la propria donazione.

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