Gazzetta di Modena

Modena. Nel dizionario della Pangea parole “intraducibili” che spiegano il mondo

Andrea Marcheselli
Modena. Nel dizionario della Pangea parole “intraducibili” che spiegano il mondo

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MODENA. Si fa quel che si può, in questi giorni di pandemia, ma lo si può fare anche molto bene, se supportati da idee, creatività, voglia di sperimentare. Come nel caso di Sotterraneo, il collettivo di ricerca teatrale fiorentino di cui Emilia Romagna Teatro ha prodotto il prossimo spettacolo, “Dizionario illustrato della Pangea”, che avrebbe dovuto debuttare a Modena in questi giorni.


Ovviamente, tutto bloccato, ed allora ecco che il progetto si trasforma, temporaneamente, in una “miniserie” online su “Ert on Air”: un racconto audiovisivo curato da Jacopo Jenna, coreografo e filmaker, a partire da questa sera alle 21, fino a domenica 22 (alle 16).


Ne abbiamo parlato con Daniele Villa, drammaturgo e ideatore, per Sotterraneo, dell’intero progetto, che ce ne ha illustrato le peculiarità: «La strategia è su diversi livelli» ci ha spiegato «Grazie alle garanzie offerte da Ert sul piano economico ma soprattutto su quello della salute e della sicurezza abbiamo potuto proseguire il processo di creazione, seppure con tutte le difficoltà del caso. L’idea era quella di riuscire ad avere almeno in grandi linee lo spettacolo per poterne, a questo punto, progettare il debutto nel 2021. Nel frattempo abbiamo intanto sviluppato un breve racconto a puntate da trasmettere on line in cui in qualche modo illustriamo l’essenza dell’operazione complessiva. Saranno cinque puntate per le quali abbiamo scelto cinque parole tratte dal nostro “Dizionario illustrato della Pangea” in modo da riuscire a presentare il processo su cui si basa il nostro progetto».
Ma come verrà tradotto in scena lo spettacolo?
« Di base, lo spettacolo ha come idea quella di prendere trenta realia, ovvero parole intraducibili che abbiamo selezionato tra le circa duecento che abbiamo censito fra decine di lingue di tutto il mondo. - prosegue - Lo spettacolo sarà una vera e propria messa in scena di questo piccolo dizionario, ogni parola verrà tradotta sul palco in azioni, immagini, visioni. Per comprendere queste parole e capire la cultura dalla quale emergono abbiamo parlato, tramite dispositivi come zoom o altri, con decine di persone in tutto il mondo, effettuando interviste videoregistrate che diventeranno traccia sonora della messa in scena, con le voci dei parlanti nativi che appunto illustreranno il senso di queste parole».


Tutta la documentazione video confluirà appunto nel progetto audiovisivo di “Pangea-Miniserie, che «accanto ai parlanti nativi proporrà clip di interviste ai membri del gruppo di lavoro, del cast dello spettacolo, che daranno il proprio personale punto di vista rispetto ai vari termini lessicali».
Saranno quindi come piccoli documentari?
«In pratica, sì. È come se facessimo in 10-15 minuti un documentario sulla parola con quello che essa ci rivela: piccole finestre su una cultura, su un linguaggio. Come ci insegna la sociolinguistica, su una visione del mondo, perché in fondo ogni lingua contiene in sé una specifica lettura del mondo che la circonda. Tutto questo è appunto il frutto delle nostre interviste, del lavoro in sala della compagnia, ma è anche pienamente rifiltrato da Jacopo Jenna, che ha dato un’impronta molto personale a queste piccole clip, le ha ripensate, montandole con suoi specifici interventi attinti da un suo immaginario filmico»
Saranno dunque puntate abbastanza brevi?
«Sì, poco più che cortometraggi, in cui ci concentriamo su queste cinque parole in modo da riaffacciarci su tutto il percorso di ricerca che c’è dietro lo spettacolo, intendendo così dare appuntamento al suo pieno debutto che ci auguriamo possa avvenire.

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