Gazzetta di Modena

La forza di immagini e poesia per dire no alla violenza di genere

PAOLA DUCCI

IL PROGETTO DI ELIDO TURCO E STEFANO GIACOMETTI 

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PAOLA DUCCI

“Libero la mia da te dipendenza…” è questo l’incipit significativo di una delle otto poesie di Stefano Giacometti, friulano di origine ma formiginese di adozione, che si legano ad un progetto del fotografo friulano Elido Turco. Due uomini sensibili, che si sono uniti con uno sguardo empatico verso il mondo femminile e in occasione del 25 novembre hanno deciso di parlare di violenza di genere e femminicidi unendo poesia e fotografia, dai tratti fortemente simbolici, per evidenziare ancora una volta uno dei drammi di questa nostra società che non sembra avere mai fine e che la pandemia ha aggravato.

«Abbiamo lungamente pensato e soppesato questo progetto – afferma lo scrittore- alla fine io e il fotografo Elido Turco abbiamo optato per scegliere immagini forti e dirette, che lasciano poco spazio ad errate o dubbiose interpretazioni. Il tutto rafforzato dalle mie parole che raccontano il punto di vista della donna che subisce. Del resto - continua- il nostro sguardo maschile percepisce così la violenza di genere, atroce e bestiale, di qualsiasi forma essa sia».

Stefano Giacometti, conosciuto per i suoi racconti brevi, nel corso degli ultimi anni ha rivolto la sua attenzione creativa verso la poesia e da un incontro avvenuto nella propria terra natia, il Friuli, nasce una bellissima collaborazione con il fotografo Elido Turco, professionista «in grado di portare a noi che leggiamo le sue immagini, un mondo fatto di realtà, colore ed immediatezza», Come lo descrive Giacometti .

«Ciò che mi ha sempre affascinato di questo fotografo - aggiunge lo scrittore-. è la sua straordinaria capacità di cogliere gli aspetti più profondi e intimi delle persone che ritrae. Meravigliosi infatti sono i suoi reportage di viaggi nei territori friulani dove è riuscito a portare a galla temi importanti che riguardano gli abitanti di quel territorio attraverso gli sguardi delle persone». Nel 2010, Turco, aveva dato inizio ad uno studio personale su tematiche legate al mondo femminile mettendo in evidenza soprattutto gli aspetti onirico-simbolici delle donne che ritraeva, con la peculiarità di stimolare l’immaginazione dell’osservatore. «Da qui nacque l'idea di un progetto di sensibilizzazione in occasione del 25 novembre - spiega Giacometti - il processo creativo è stato lungo e complesso. Non è stato facile trovare le immagini e le parole giuste. Con Elido ci siamo spesso detti che come uomini non riusciremo mai ad entrare nel più intimo pensiero femminile. Ma del resto non ci siamo nemmeno dati l’obiettivo di farlo. Come possiamo da uomini percepire cosa significhi essere vittima di violenza, di solitudine, di angoscia, della trappola costante, del dolore di madre, moglie, compagna? - conclude lo scrittore - Nonostante questo siamo però convinti che come uomini, possiamo e dobbiamo reagire a questa ferocia senza limiti, mettendoci a disposizione delle donne e facendoci promotori al loro fianco di un radicale cambiamento culturale. Così abbiamo messo al servizio le nostre arti per questo nobile scopo, sensibilizzando in modo diretto e forte». —

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