Gazzetta di Modena

L’INTERVISTA 

«Teniamo vivi e aperti i nostri teatri si va in scena anche con il Covid»

ANDREA MARCHESELLI

Roberto De Lellis presenta la stagione di Ater: spettacoli online da ogni palco della sua ricca rete

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ANDREA MARCHESELLI

Una stagione teatrale in streaming, che potrà esser seguita su una piattaforma: si chiama “Teatri nella rete” (su www.teatrinellarete.it) ed è organizzata dall’ATER per ovviare alle conseguenze causate dalla pandemia. «Sulla scorta della situazione che si è determinata dopo il 24 ottobre» ci ha spiegato Roberto De Lellis, direttore, da quest’anno, di ATER, «con tutti i teatri che si sono chiusi, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che dovevamo fare qualcosa; saremmo dovuti partire con tutte le stagioni, e allora abbiamo deciso che uno spettacolo in ogni teatro andasse fatto almeno in streaming, per costituire una stagione “alternativa” di 11 titoli, in sostanza il numero delle sale che abbiamo in gestione».

Quindi, l’ATER non svolge più quel lavoro di agenzia per cui si era specializzata? «Non più, eccezion fatta per l’assolvimento di alcuni impegni contrattuali ancora in corso; ad inizio 2020 abbiamo avuto la trasformazione in Fondazione, per cui ora ATER è un ente totalmente a controllo pubblico, con la Regione socio di maggioranza, che esprime il presidente, più una serie di comuni associati; tutti i soci ora sono esclusivamente pubblici. Siamo in pratica un ente senza scopo di lucro che funziona a sostegno di comuni per lo più medio-piccoli dove più difficilmente riesce ad arrivare una attività teatrale e di spettacoli dal vivo che ora invece cureremo noi. Associati a noi nel modenese troviamo i teatri di Maranello, Mirandola e Pavullo. Un’altra parte del lavoro di ATER saranno invece la promozione e l’esportazione di spettacoli emiliano-romagnoli all’estero. Da statuto non possiamo essere produttori, ospitiamo spettacoli all’interno del nostro circuito e promoviamo produzioni finite di compagnie teatrali, di danza, di musica verso l’estero, più una serie di progetti speciali o estemporanee come ad esempio l’ormai storico Mundus». Come rassegna, “Teatri nella rete” sembra essere abbastanza eterogenea: vediamo danza, musica, teatro ragazzi, contaminazioni fra generi.

«Non solo, ma anche webinar, incontri on line con gli artisti prima di ciascuno spettacolo, oltre a backstage che raccontino meglio i teatri, dove sono contestualizzati, quali siano le loro specificità» Tutti spettacoli dal vivo? «Certamente. Puntate sui palcoscenici ci saranno almeno quattro telecamere ogni volta, che con la danza arrivano a sette. Ma non ci sarà un montaggio speciale, oltre all’indispensabile regia. Gli spettacoli saranno esattamente gli stessi cui si assisterebbe in platea, in quella che sarebbe stata la loro sede originaria».

Oltre ai teatri modenesi, dove ci porterà il cartellone?

«In tanti luoghi. Mi piace segnalare che al Cinema teatro Boiardo di Scandiano Peppe Servillo presenterà in prima assoluta il 16 dicembre il suo nuovo lavoro dedicato a Lucio Dalla. Il progetto a cui tengo particolarmente, tuttavia, è quello di teatro-ragazzi curato da Carlo Milani, “La conta di Natale 2020”, il solo che non si terrà in teatro ma viene realizzato appositamente per la rete, costituito da una miniserie di ventiquattro pillole che dall’1 al 24 dicembre dà vita a un vero e proprio calendario dell’avvento. Un appuntamento che giorno per giorno coinvolgerà i bambini fra i 3 e gli 8 anni con compiti specifici da realizzare. Poi, ogni spettacolo, che potrà essere seguito sulla piattaforma ma verrà rilanciato anche sui diversi social come You Tube e Facebook, sarà caricato su www.teatrinellarete.it dove resterà per i sette giorni consecutivi alla sua prima rappresentazione. Lo spettacolo di Carlo Milani per i bambini invece vi resterà un anno, e così pure i webinar, le interviste, i backstage. ».

Il ricco programma prevede poi al Teatro comunale di Russi il 20 dicembre si terrà il Concerto di Natale con musiche classiche e contemporanee, il 30 dal Teatro della Regina di Cattolica si potrà assistere al Concerto di fine anno della Filarmonica Arturo Toscanini. Il 5 gennaio la compagnia Artemis Danza proporrà dal Teatro Magnani di Fidenza la sua coreografia ispirata alla “Traviata”; dal Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno Elena Bucci e Marco Sgrosso presenteranno il 10 gennaio “Ottocento”, omaggio alla letteratura e alle arti di quel secolo; ancora Artemis Danza sarà al Teatro Galli di Rimini il 20 gennaio per “Felliniana”, in prima assoluta per il 101° anniversario della nascita del grande regista; il 22 gennaio al Teatro della Regina di Cattolica Fabrizio Bosso, Massimo Popolizio e Julian Oliver Mazzariello eseguiranno ”Shadows, Le memorie perdute di Chet Baker”; infine, dall’Asioli di Correggio la MM Contemporary Dance Company presenterà “Pastorale”, omaggio alla 6^ sinfonia di Beethoven, il 24 gennaio.

Danza e musica?

«Non mancano. In un secondo periodo abbiamo poi intenzione di realizzare una serie di lezioni sulla danza ed altre sulla musica, con un progetto di intento quindi più formativo-educativo, per adempiere ad un’altra delle nostre missioni, che comprende questa vocazione pedagogica, per cui diciamo che la piattaforma avrà una propria vita che durerà nel tempo. Tutto questo sarà naturalmente fruibile gratuitamente, con un grosso impegno reso possibile dalla collaborazione con il Comune di Rimini, i Comuni del Circuito Multidisciplinare Regionale, la Regione Emilia Romagna e il MiBACT, assieme alla partnership tecnica del Centro Diego Fabbri di Forlì». —



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