Quando la tradizione sposa la tecnologia: i migliori prodotti scelti in smart working
Giunto quest’anno all’edizione numero 54, è stato portato a termine dagli assaggiatori col solito rigore ma “in remoto”
Anche quest’anno anomalo avrà ufficialmente il suo miglior Balsamico Tradizionale. Il 54° Palio organizzato dalla “Consorteria Aceto Balsamico Tradizionale” di Spilamberto si farà, il vincitore verrà incoronato domani a partire dalle 17 in Villa Fabriani, sede dell’associazione a Spilamberto. L'ostacolo pandemia è stato aggirato grazie alla tecnologia e all'impegno di chi, come il Gran Maestro Maurizio Fini, non ha mai pensato ad un 2020 senza Palio. «Se non c'è una strada la inventeremo: questo è quanto ci siamo ripetuti in questi mesi, e così è stato. Il primo passo è stato fare un’indagine con un software di Google per capire se i nostri associati erano favorevoli alla conversione tecnologica dell'iniziativa e oltre il 60% ha detto sì». Da qui il passo verso la digitalizzazione dell’evento è stato breve: i giovani associati della consorteria hanno creato un software per catturare tutti i 16 valori che ogni analisi prevede, rendendo così possibile lo svolgimento da remoto di tutte le fasi. Di grande importanza anche il lavoro dei volontari della Consorteria, che hanno preparato appositi kit da inviare direttamente a casa degli assaggiatori, a loro volta appositamente istruiti tramite videoconferenza. E così il 31 agosto scorso oltre 6.500 provette di aceto – ricavate dai 1.040 campioni ricevuti - sono state spedite dalla sede della Consorteria a 200 tra Maestri Assaggiatori, Assaggiatori, Allievi Assaggiatori, già catalogati e inseriti nel sistema di valutazione: ciascuno di loro su tablet ha potuto completare tutte le fasi di valutazioni in autonomia, potendo comunque contare sull’assistenza continua da remoto.
«Con un po’ di ingegno e una buona dose di tecnologia, uno dei cuori pulsanti della tradizione del territorio continua a battere forte anche in questo momento. La mole di lavoro è stata notevole- continua Fini- ma possiamo affermare di avere concluso il lavoro senza errori. Ogni analisi è stata identificata». Poi, il Gran Maestro lascia filtrare un progetto ancora in fase embrionale, ma di assoluto valore: «L’idea di chiedere all'Unesco il riconoscimento di “bene immateriale dell'umanità” è nata al Palio dell'anno scorso. Al momento non c'è nulla di concreto, abbiamo intrapreso solo una piccola parte del percorso. Quando si regala il Balsamico, non si regala solo una goccia di aceto, bensì un pezzo di noi stessi, frutto di una cultura millenaria che abbiamo saputo preservare nel tempo. Se oggi Modena è riconosciuta in tutto il mondo, la Consorteria ha giocato un ruolo fondamentale nella valorizzazione e nella promozione». Nonostante la Consorteria non si occupi di commercio, anch’essa ha sofferto il calo drastico del turismo estero di quest'anno: «Quella piccola parte di aceto che produciamo viene assorbito dalle vendite del Museo dell'Aceto Balsamico di Spilamberto. Da 8000 visitatori l’anno è passato a 1500. Abbiamo comunque lanciato come Museo una richiesta di fondi, ma in questo periodo siamo tutti restii ad organizzare grandi eventi». —
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