«Il fascismo è tra noi ha meccanismi mafiosi ma fermarlo è possibile Applichiamo le leggi»
Carlo Smuraglia presidente emerito dell’Anpi presenta alle 18,30 il suo nuovo libro dal titolo eloquente “Antifascismo quotidiano”
l’intervista
ELENA PELLONI
«Il fascismo si combatte con le leggi. Leggi che in Italia già esistono. Basterebbe applicarle».
Si riferisce alle leggi Scelba e Mancino, Carlo Smuraglia, che oggi presenta il suo nuovo libro “Antifascismo quotidiano”. Alle 18.30, infatti, Anpi Provinciale Modena terrà una diretta Facebook durante la quale l’autore - presidente emerito dell’Anpi, partigiano, politico, avvocato e accademico italiano - converserà con altri ospiti per raccontare la nascita e il contenuto del suo volume, all’interno della rassegna “Libri & Autori”. «Per certi versi il fascismo ha meccanismi simili a quelli mafiosi. In momenti particolari, quando i fari dell’attenzione pubblica vengono puntati su determinati eventi criminosi, ecco che le mafie si inabissano. E lo stesso avviene per gruppi fascisti. Oggi magari è più difficile scovarli in determinate manifestazioni, ma ci sono, esistono. Basti pensare a eventi recenti. Durante uno sfratto a Roma di pochi mesi fa, ecco che improvvisamente sono spuntati i rappresentanti di due associazioni tipicamente neofasciste. Sono venuto a conoscenza, sempre di recente, di una sanzione disciplinare che è stata disposta nei confronti di un dipendente pubblico, il quale teneva vistosamente sulla sua scrivania un calendario tipicamente fascista. Vediamo gli esiti di questi movimenti quando accade che vengano sfregiati monumenti o memoriali a persone partigiane. Recentemente abbiamo visto partecipare a manifestazioni pubbliche dell’estrema destra, gruppi di Casa Pound e Forza Nuova. Insomma, le manifestazioni del nuovo fascismo ci sono, sono evidenti».
La politica ha una responsabilità davanti al progredire di queste manifestazioni?
«La politica ufficiale, no. Ma di sicuro alcuni settori politici, con maggior propensione per l’estrema destra, ha scelto di avvicinarsi a partiti che non li considerano estranei al nostro sistema. Uno degli esponenti di un partito politico noto aveva detto che sarebbe stato opportuno abolire le leggi Scelba e Mancino, pensate proprio per andare a colpire e neutralizzare determinati comportamenti fascisti e razzisti. Ma più che questi eventi, significativi sì ma circoscritti, incide la presenza latente di questi gruppi fascisti, che emergono al momento opportuno. Questo è il lato più antipatico. E l’abbiamo visto anche durante le manifestazioni svoltesi durante questo difficile periodo pandemico. In queste circostanze, alcuni gruppi si sono introdotti dentro a manifestazioni civili. In quel momento le persone protestavano per mancanza di lavoro o privazione di tutele. Ma ecco comparire anche esponenti di gruppi di ispirazione fascista, i quali si incitano tra loro, ponendosi in contradditorio rispetto al nostro sistema democratico. Penso ad esempio a quanto accaduto a Napoli. Serve mantenere alta l’attenzione».
Quali i metodi per arginare questi fenomeni?
«Applicare le leggi. Nel mio libro rilevo che molto spesso lo Stato e le istituzioni non fanno tutto quanto sarebbe previsto. Ma allo stesso tempo ci sentiamo dire: “ma non ci sono leggi”. Non è vero. Abbiamo all’interno del nostro Codice penale le leggi che ci consentono di mettere un freno alle manifestazioni fasciste e razziste.Due anni fa è stata inserita una parte riservata ai delitti contro l’uguaglianza. Delitti che spesso hanno una matrice di idealismi d’ispirazione fascisti. Ecco, non sempre c’è prontezza di reazione da parte delle istituzioni pubbliche nel saperli intercettare e nel contrapporsi. Questi sono avvenimenti che hanno caratteri profondamente contrari alla nostra Costituzione. A Bari hanno sequestrato un’intera sezione di un gruppo politico vicino all’ideologia fascista perché conteneva atti di aggressioni razziste. Ugualmente importante sarebbe riuscire a monitorare quello che accade sul web. Lì avvengono manifestazioni di tipo fascista e razzista. Per internet la legislazione è carente e manca quello che invece esiste negli organi di stampa: la responsabilità del direttore o dell’editore. Per il web questa responsabilità non esiste. Ma alcune sentenze hanno applicato a iniziative di questo genere leggi che intendono fronteggiare le manifestazioni fasciste».
Sono possibili parallelismi storici, sulla base di ciò che stiamo vivendo ora?
«Non li chiamerei parallelismi. Ma la storia la conosco bene. E non si presenta mai nello stesso modo. Per questo bisogna prestare attenzione ai sintomi che sono simili a quanto già accaduto, per esempio negli anni ’20».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
