Nei racconti di Carlo Gregori il piacere di essere spettatori di storie dei nostri tempi
Il libro digitale «La donna orgasmo e altri racconti» de “Il dondolo” è il volume più scaricato tra le novità della casa editrice modenese
il libro
Michele Fuoco
Tre racconti (“La donna orgasmo”, “La fortuna di Irina” e “Montecorvo”) del giornalista Carlo Gregori su “il Dondolo”, casa editrice civica del Comune diretta di Beppe Cottafavi. Pochi giorni sulla rete ma già tantissimi i lettori, quasi a riaffermare che il racconto non è un genere letterario minore. Non a caso numerosi gli scrittori eccellenti che lo praticano e lo hanno praticato, tra cui Franz Kafka, Anton Cechov, Luigi Pirandello, Dino Buzzati, Ennio Flaiano e Guy de Maupassant che Gregori indica come il suo maestro assoluto, una stella polare perché il più grande in Europa negli ultimi due o tre secoli. «I tre racconti – dice l’autore - costituiscono un assaggio di un’opera molto più vasta che non sono riuscito a pubblicare, perché gli editori italiani non sono interessati ai racconti, soprattutto di un esordiente. Possono servire solo come intermezzo tra un romanzo e l’altro di un autore noto. In verità, il racconto ha una sua storia molto nobile, antica. Una storia che si è un po’ perduta perché il cinema ha soffocato la narrativa breve e compatta». Il primo racconto riguarda le “esclamate” prestazioni sessuali di una donna di mezza età che mette in moto le proteste, se pure contenute, di chi abita nello stesso palazzo. Una sorta di “locomotiva erotica” proiettata verso l’abisso dell’amore. «Un racconto non pornografico, non di visione, ma di ascolto, perché –spiega il giornalista - impegna le persone a sentire. Si vuole mettere in luce come venga vissuta e percepita oggi la sessualità di una donna vicina alla terza età. Nei sensi vive il desiderio di natura inappagabile». Da notare che non mancano situazioni di ilarità.
Assume carattere anche sociale “La fortuna di Irina” che eredita un bel patrimonio dall’anziano signore di cui si è presa cura, come badante. Il ritorno in Moldavia, terra d’origine, le sarà fatale. «È un noir – dice Gregori – della serie di storie moldave che ho sentito in questi anni. Facendo il cronista di professione, sono a contatto con queste storie». Il racconto pare mostrarci la fotografia non banale della vita, con una visione più probante della realtà stessa, fatta di sacrifici, di una felicità che svanisce, del senso dell’angoscia. “Montecorvo” è il titolo del terzo racconto. Una località di montagna dove una coppia vuole cercare lavoro, ma c’è la più squallida miseria. I due trovano, dopo alcune vicissitudini, lavoro in un albergo di cinesi, in una altro luogo. Lo scrittore ha pensato ad una società andata in malora e al ritorno a forme arcaiche di sopravvivenza. «Ho pensato all’America di Kafka; ai miei viaggi in paesi dei Balcani. Ecco cosa possiamo diventare, se la crisi continua. Il racconto è nato al culmine della crisi economica». Una storia visionaria, ma possibile e persino inquietante, per la condizione di precarietà e di vuoto esistenziale. Gregori ritiene si faccia molta fatica a scrivere un racconto, perché «complesso, di concentrazione linguistica, con storie di senso compiuto in un numero di pagine limitate. Il racconto ha un'altra dinamica, rispetto al romanzo, che ho scoperto strada facendo. Questa mia attenzione, poi passione, l’ho sviluppata nel 2010-11. Di racconti disponibili ne ho 50, di varie dimensioni e soggetti. Alcuni li ho presentati al pubblico». L’ambizione è di poterli pubblicare tutti in un libro. Ora la soddisfazione che sulla popolare piattaforma MLOL, rete nazionale delle biblioteche, l’eBook è stato, tra le novità, il più scaricato.
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