Nuovo presepe in casa Cupiello con Confalone e Castellitto
L’attrice napoletana: «La mia Concetta è diversa da quella di Pupella Maggio» De Angelis firma la riedizione del classico di Eduardo De Filippo domani su Rai 1
Nicoletta Tamberlich
Per Marina Confalone, Eduardo De Filippo non è stato solo un maestro ma «quasi un padre», perlomeno sul palcoscenico. Allo stesso tempo ne sentiva, vista la sua giovane età, una sorta di soggezione: «È stato il più grande attore del Novecento». L’attrice napoletana si racconta così in occasione dell’atteso Natale in casa Cupiello, il testo drammatico di Eduardo De Filippo che ritorna in tv con una nuova trasposizione, domani in prima serata su Rai 1, con un film evento per la regia di Edoardo De Angelis.
Se a vestire i panni che furono del grande drammaturgo partenopeo c’è questa volta Sergio Castellitto nel ruolo di Lucariello, ad affiancarlo nelle vesti di sua moglie è proprio questa leonessa del teatro contemporaneo e del cinema dove ha interpretato una cinquantina di ruoli con grandissimi registi da Monicelli a Wertmuller, passando per Fellini, Luchetti e Calopresti, Nanni Loy, Giuseppe Bertolucci, ma che soprattutto proprio con Eduardo aveva già collaborato, e che nel film targato Rai Fiction e Picomedia interpreta Concetta, personaggio reso immortale da Pupella Maggio. «Non mi ispiro a Pupella. Un’attrice che adoro e che sbirciavo durante le rappresentazioni – dice Confalone – Il film poi è ambientato nel 1950, non nel 1931 come nell’originale di De Filippo, anche l’estrazione sociale è meno proletaria. È stato ricavato il testo dalle varie stesure. La messa in scena di De Angelis è straordinaria, ha rispettato la tradizione e l’archeologia arricchendola con l’introspezione. Tutto è stato recitato all’impronta. Alla fine mi sembrava di essere davvero dentro casa Cupiello, di essere io stessa Concetta, la mia però». Nel cast che vedremo in azione domani sera anche Toni Laudadio, Pina Turco, Antonio Pantaleo, Vittorio Elia.
L’attrice, napoletana classe 1951, ha esordito proprio con Eduardo poco più che ventenne recitando in tutto il ciclo di commedie registrate per la Rai, da “Le voci di dentro” a “Uomo e galantuomo” e nel 1976 in “Natale in casa Cupiello” nel ruolo di Olga. Nel corso della sua carriera ha vinto cinque David di Donatello: uno come migliore attrice protagonista per il film “Incantesimo napoletano” e quattro come attrice non protagonista per i film “Così parlò Bellavista” (per il quale ha vinto anche un Nastro d’argento), “Arriva la bufera”, “La seconda volta” ed “Il vizio della speranza” proprio di Edoardo De Angelis. «Il 2019 – confessa Confalone – è stato un anno incredibile, nove premi in tutto compresi i Ciak d’oro, non so quanti abiti di gala ho dovuto farmi fare».
La trasposizione di “Natale in casa Cupiello” è realizzata per il 120° anniversario della nascita di Eduardo De Filippo e per i 90 anni dalla prima di questa opera teatrale. Ma come si è trovata Confalone con Castellitto? «Lo conoscevo già, avevamo lavorato insieme in un film, tanti anni fa, lui era all’inizio della carriera ma già molto bravo. In “Natale in casa Cupiello” è stato lui, insieme al regista, il direttore d’orchestra: tutti ruotavamo intorno a Sergio. Confesso che inizialmente mi sentivo spiazzata, poi mi ha tirato fuori qualcosa che non sapevo di avere: per fare un paragone mi sembrava il De Niro sassofonista di “New York, New York”, poi ho capito dove voleva arrivare, trascinarmi con lui e il suo Lucariello, molto aggressivo per nascondere l’inettitudine. Quando De Angelis mi domandò: stiamo pensando a Castellitto, che ne pensi? Ho risposto: tra tutti gli attori italiani è l’unico che può fare Eduardo».
E a proposito di Eduardo: «A 23 anni De Filippo mi ha preso in compagnia, debuttai ne “Il coraggio di un pompiere napoletano” – dice Confalone – Abbiamo lavorato insieme per 4 anni. Avevamo una bacheca, Eduardo lasciava la sera dei bigliettini, ci scriveva le parti che assegnava o degli avvertimenti, e una volta scrisse: Si pregano i signori attori di recitare». —
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