Gazzetta di Modena

Il ritorno a casa dello Sposalizio della Vergine di Raffaello grazie al clone modenese

Nicola Calicchio
Il ritorno a casa dello Sposalizio della Vergine di Raffaello grazie al clone modenese

Franco Cosimo Panini e Haltadefinizione “firmano” lo “Sposalizio della Vergine”  la copia sarà collocata nella chiesa di S. Francesco a Città di Castello, sede originale

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MODENA C’è una firma modenese nell’evento che si terrà oggi nella Chiesa di San Francesco a Città di Castello (Perugia).

Le sue volte torneranno infatti ad accogliere l’armonia pittorica e le cromie originarie dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, opera d’esordio e fra le più celebrate dell’Urbinate, che la ultimò ventunenne nel 1504 proprio per questo luogo, da cui venne poi rimossa nel 1798 per mano del generale napoleonico Lechi. Ora l’opera originale è ospitata nella Pinacoteca di brera, dove ivisitatori la possono ammirare. La Franco Cosimo Panini di Modena ha infatti realizzato, insieme a Haltadefiniuzione, il perfetto clone, una replica fedelissima all’originale ottenuta grzie a sofisticati processi di acquisizione e stampa 3D d’avanguardia, che restituiscono l’illusione di ammirare il quaro nel luogo per il quale era stato creato.

In pratica con la ricollocazione del gemello in high definition dello Sposalizio, a chi varcherà il portale di San Francesco a Città di Castello sarà d’ora in poi resa una prospettiva del tutto analoga a quella che un visitatore della chiesa poteva cogliere nel ‘500, un’esperienza suggestiva completata dal restauro della stessa cornice lignea dorata nella quale lo Sposalizio della Vergine di Raffaello era anticamente esposto, riportata all’antico splendore per accogliere la replica.

La realizzazione del clone è frutto della tecnica dell’immagine in “gigapixel+3d” sviluppata da Haltadefinizione consente di ottenere esemplari digitali a elevata risoluzione dei dipinti, tramite l’unione e l’elaborazione di una grande quantità di singoli scatti fotografici a porzioni del medesimo soggetto - 4250 fotogrammi nel caso dello Sposalizio - poi ricomposti grazie ad algoritmi appositamente studiati.

Nascono così immagini dettagliatissime, costituite da miliardi di pixel e in grado di mostrare anche i più piccoli e impercettibili particolari di un quadro. Lucia Panini, amministratore delegato della Franco Cosimo Panini, non nasconde la sua soddisfazione. «L’acquisizione dello Sposalizio della Vergine, il capolavoro di Raffaello conservato alla Pinacoteca di Brera, si inserisce nel progetto “L’arte impossibile” col quale ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di realizzare repliche perfette dei grandi capolavori della pittura creando, di ogni opera, sia la fedelissima copia fisica, sia la riproduzione digitale ad altissima risoluzione. Due dimensioni che integrandosi a vicenda espandono infinitamente la missione di chi come noi da decenni realizza opere facsimilari». Una soddisfazione che si unisce al ricordo del padre Franco Cosimo: «Divulgare e diffondere la conoscenza delle opere d’arte e allo stesso tempo preservarne lo stato di conservazione erano gli stessi intenti che avevano guidato mio padre, agli inizi degli anni Novanta a pubblicare una inedita edizione in facsimile della Bibbia di Borso d’Este. - prosegue Lucia Panini - Oggi le tecnologie di Haltadefinizione permettono un passaggio ulteriore, rendono possibile quello che fino a qualche anno fa si poteva solo sognare: riprodurre l’opera d’arte in più copie e poterla ricollocarla nel luogo per cui era stata commissionata». Un ulteriore clone dello “Sposalizio della Vergine” sarà donato da Franco Cosimo Panini Editore e Haltadefinizione alla Pinacoteca di Brera affinché possa essere utilizzato per finalità didattiche e educative, oltre ad offrire uno strumento utile al monitoraggio strumentale dello stato di conservazione dell’opera, consentendo nel tempo di identificarne variazioni di forma e colore. —


 

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