Gazzetta di Modena

La Divina Commedia nelle illustrazioni cinquecentesche bellissime e fragili

Gabriele Rizza
La Divina Commedia nelle illustrazioni cinquecentesche bellissime e fragili

Con gli Uffizi andiamo on line “A riveder le stelle” In mostra gli 88 fogli realizzati da Federico Zuccari

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Gabriele Rizza

FIRENZE. Non poteva non riguardare Dante Alighieri la nuova puntata espositiva online degli Uffizi. Che infatti, liberamente consultabile da oggi sul sito della Galleria (www.uffizi.it) istruiscono un percorso dal titolo benaugurante: “A riveder le stelle”, che comprende le 88 tavole realizzate alla fine del Cinquecento da Federico Zuccari (il pittore famoso per aver affrescato la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze) come apparato grafico destinato ad accompagnare le pagine della Divina Commedia.

Gli Uffizi, che custodiscono l’intero gruppo di questi fogli, il più imponente corpus illustrativo del poema dantesco concepito prima dell’Ottocento, ora debitamente digitalizzati in alta definizione e organizzati in un itinerario a tappe che permette di ammirarli per la prima volta nella loro interezza e in ogni dettaglio, aprono così le celebrazioni dell’anno dantesco. «Finora questi bellissimi disegni – commenta il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – sono stati visti da pochi studiosi ed esposti al pubblico appena due volte e soltanto in parte, mentre oggi vengono pubblicati integralmente, affiancati da un ricco commento didattico scientifico redatto da Donatella Fratini. È per noi motivo di orgoglio aprire il settecentenario dalla morte dell’Alighieri rendendo disponibile a tutti questa straordinaria raccolta di arte grafica. Materiale prezioso non solo per chi fa ricerca ma anche per chi, appassionato dell’opera dantesca, sia interessato ad addentrarvisi per seguire, come dice il Poeta, virtute e canoscenza».

Creata tra il 1586 e il 1588, durante il soggiorno di Zuccari in Spagna, l’intera raccolta è entrata nella collezione degli Uffizi nel 1738, grazie alla donazione di Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina. Da allora custodita nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, è stata esposta al pubblico, parzialmente, soltanto in due occasioni: nella grande mostra dantesca tenuta a Firenze in Palazzo Medici-Riccardi nel 1865, e nel 1993 nel castello di Gizzi in provincia di Pescara, dove ha sede la Fondazione Casa di Dante in Abruzzo. A parte questi episodi, i disegni dello Zuccari sono rimasti praticamente invisibili, anche perché come tutte le opere su carta sono normalmente custoditi in ambienti protetti, termoregolati, senza luce, da dove possono essere tirati fuori solo ogni cinque anni. «Anche da questo – conclude Schmidt – deriva la scelta di digitalizzare nella sua completezza, rendendolo disponibile a tutti, questo consistente nucleo di fogli fisicamente fragile e per sua natura non adatto ad esser consultato regolarmente».

Il percorso illustrato dallo Zuccari, che col fratello Taddeo fu un esponente di spicco del tardo Manierismo italiano, si dipana dalla selva oscura in cui Dante smarrisce la “diritta via” fino alle alte sfere del Paradiso, in un complesso gioco di rimandi tra parole e immagini. I fogli erano infatti anticamente rilegati in un volume: aprendolo, all’illustrazione sulla pagina destra corrispondeva, sulla pagina a fianco a sinistra, la trascrizione dei versi del poema e un breve commento dello stesso artista. Anche questi testi sono inclusi nella mostra. —

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